giovedì 4 agosto 2011

Flussi migratori e diritti dei migranti.

Il 2 agosto il Senato ha approvato il "decreto rimpatri" per recepire la direttiva europea relativa al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
In effetti ha cambiato la normativa in peggio, estendendo a 18 mesi la permanenza nei CIE. Inoltre non sono state rafforzate le garanzie e i diritti dei soggetti trattenuti, né è stato previsto un miglioramento delle condizioni di vita nei Centri- luoghi che hanno dimostrato di non garantire nè accoglienza nè sicurezza.
Inoltre ha adottato il rimpatrio volontario dei cittadini stranieri irregolari come ultima opzione, ma insistendo con i rimpatri forzosi- dimostratisi ad oggi del tutto inefficienti.
Servono invece disposizioni per incoraggiare il rimpatrio volontario, garantendo il ritorno nel paese d'origine se non sussistono rischi per la vita e libertà del migrante e nel rispetto della dignità di ogni essere umano.

martedì 2 agosto 2011

L'Italia irresponsabile con i migranti


1° agosto: una giornata nera per il nostro Paese, totalmente inadeguato ad affrontare l'immigrazione.
Da una parte il drammatico spettacolo dei 25 corpi allineati in sacchi di plastica sul molo di Lampedusa, dall’altra le proteste nei centri "di accoglienza" di Bari e Capo Rizzuto.
Le amministrazioni locali, senza poteri nè mezzi economici, non sono in grado di gestire le aspettative e le proteste di persone in attesa dello status di rifugiato, esasperate perché recluse senza aver commesso reati.
Non è giusto finanziare - con ingenti stanziamenti- le missioni militari, e disinteressarsi dei migranti, soprattutto di coloro che scappano dalle guerre. (M.C.)

lunedì 1 agosto 2011

Tragedia a Lampedusa: 25 cadaveri su un barcone

Dall'inizio dell'anno i morti nel Canale di Sicilia sono almeno 1.674, un dato senza precedenti. I naufragi sono otto volte più numerosi sulla rotta libica che non su quella tunisina. Forse perché gli imbarchi sono gestiti direttamente dalle milizie del regime?

La macabra scoperta è avvenuta questa mattina all'alba, quando la Guardia costiera ha iniziato il trasbordo dei 271 passeggeri di un vecchio peschereccio libico a poco più di un miglio da Lampedusa. Li hanno trovati nella sala macchine. Erano tutti ragazzi, 25 persone. Sono morti asfissiati per i fumi del motore e per il caldo. Sarebbero morti due giorni fa, poco dopo la partenza. Il peschereccio su cui viaggiavano, una barca di 15 metri, era così sovraccarico che nonostante le loro richieste d'aiuto dalla stiva, chi stava sul ponte non aveva lo spazio per spostarsi e aprire la botola per farli uscire. La procura di Agrigento ha annunciato l'apertura di un'inchiesta.

lunedì 11 luglio 2011

Viaggio nel terzo mondo d'Italia


di Bartolo Scifo, pubblicato su Terra il 1° luglio 2011
Secondo i dati Istat relativi al primo gennaio 2011, sono presenti in Italia più di 4,5 milioni di stranieri, pari al 7,5% della popolazione totale, con un incremento, rispetto all'anno precedente, del 7,45%.
Gli immigrati irregolari potrebbero essere più di 500 mila e le rivolte ancora in corso nei Paesi nord africani hanno segnato per il 2011 un sensibile incremento.

Centinaia di migliaia di persone, fuggite dalle guerre e dalla povertà, rischiano di diventare i nuovi schiavi d’Italia, come ammonisce il sottotitolo del libro di Jacopo Storni, “Sparategli! Nuovi schiavi d’Italia” (Editori Riuniti), nelle librerie dal 29 giugno.

Il volume racconta un viaggio dal nord al sud nel ‘Terzo mondo d’Italia’, alla scoperta delle condizioni disumane in cui sono costretti a vivere gli immigrati, ai margini della società e senza che nessuno gli riconosca la dignità di esseri umani.
Le nigeriane minorenni obbligate a prostituirsi a Castel Volturno, le braccianti romene di Vittoria costrette a prestazioni sessuali dai propri datori di lavoro, gli africani schiavi nelle campagne di Calabria, Lazio, Puglia, Basilicata, i rifugiati somali sotto i cavalcavia di Firenze. E ancora, i mendicanti resi storpi per elemosinare ai semafori, i vu cumprà senegalesi che scappano dalla Finanza, i profughi afghani che vivono a Roma confinati in inquietanti baraccopoli. E poi i clochard albanesi, i rom di Milano, i prigionieri dei Cie che scongiurano il rimpatrio, i carcerati autolesionisti, i facchini-servi delle cooperative della logistica del milanese, gli indiani bruciati da bande di bulli italiani. Senza dimenticare i morti sul lavoro, e quelli uccisi da un raffreddore diventato polmonite fulminante per mancanza di cure.

Jacopo Storni, giornalista, racconta in 330 pagine un intenso viaggio durato oltre un anno; l’autore raccoglie anche le voci d’intolleranza che covano tra gli italiani, dove emerge, spiega Storni: “il lato oscuro di un’Italia talvolta egoista e arroccata su se stessa, dove ognuno di noi è complice, diretto o indiretto, delle condizioni più drammatiche in cui vivono i migranti”.

domenica 10 luglio 2011

AD OSTIA, ENNESIMO SGOMBERO DI UN CAMPO ROM.

IL DIRETTORE DELLA CARITAS LOCALE SCRIVE AD ALEMANNO
Una reazione indignata e ferma contro la politica degli sgomberi dei campi Rom della giunta capitolina arriva da don Franco De Donno, della Caritas di Ostia e in una lettera aperta al sindaco denuncia lo sgombero del piccolo campo Rom a Ostia Ponente. "Sono solo state smantellate «delle povere tende e poche masserizie – denuncia il prete – senza per nulla indicare una adeguata alternativa»".
Il direttore della Caritas manifesta al sindaco il proprio «sgomento», «tanto più profondo in quanto da vario tempo abbiamo iniziato un percorso di dialogo fruttuoso con l’Assessore Lodovico Pace e con i Vigili Urbani del XIII Municipio: con varie assemblee dei Rom e con una metodologia di “rete” nutrivamo solide speranze per il raggiungimento di una serena emersione e di una dignitosa inclusione e integrazione alloggiativa e lavorativa, come già avviene in varie città di Italia, avendo avuto la disponibilità di una convinta e responsabile collaborazione dei nostri Rom». Invece, quelle ruspe e quel camion «non sgomberavano soltanto quelle poche e povere masserizie, ma anche e soprattutto le speranze di un progetto alternativo tanto faticosamente ma decisamente avviato con le Istituzioni locali».

I bimbi rom e le loro sudate pagelle

Hanno finito la scuola nonostante tutto, sono stati promossi nonostante tutto. Sono le storie di George, lonut, Valeriu, Riccardo, Daniela, Maria, Florina, bambini rom che vivono in situazioni impossibili, tra sgomberi e viaggi lunghissimi per arrivare a scuola, a volte viaggi di un'ora e mezza. Eppure hanno continuato e per loro l'imparare è diventato il traguardo che rappresenta una garanzia per il loro futuro; tra pochi giorni potranno ricevere le "pagelle", potranno finalmente dire "mi hanno promosso" e questa promozione ha un valore così diverso dal nostro, non è solo l'ammissione ad una classe superiore è il sentirsi capace, sentirsi riconosciuto e finalmente apprezzato.

Maria e Florina hanno frequentato la terza media e ora stanno facendo gli esami: raccontano ogni giorno quale prova hanno fatto e sono felici di poter dimostrare tutta la loro voglia di imparare. Ogni giorno per loro è stata un'impresa continuare a frequentare, spostandosi da varie parti della città, spesso sono andate a scuola anche nelle mattine in cui la famiglia veniva sgomberata, senza sapere dove poi l'avrebbero ritrovata e hanno dimostrato che nulla può fermare la crescita e l'apprendimento di chi vede nella scuola l'unico ambiente in cui sentirsi parte di un gruppo.
Hanno imparato nomi e concetti nella lingua italiana, leggono e scrivono in lingua italiana, conoscono poesie e poeti italiani, ma pochi italiani hanno riservato loro sguardi benevoli. Ora stanno cambiando gli occhi di chi li guarda e anche i loro occhi sono più fiduciosi e sereni; con l'aiuto dei volontari della Comunità di Sant'Egidio e della scuola sanno leggere, scrivere, studiare. Cose apparentemente semplici che per questi ragazzi e questi bambini diventano una ricchezza con la quale potranno viaggiare verso una vera società interculturale.
Assunta Vincenti Il Fatto Quotidiano 2011