“Inefficace, costoso e congenitamente incapace di garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali della persona”, "una struttura inadeguata ad assicurare condizioni di vita dignitose". Anche il prefetto Pecoraro, nel 2010, ne chiese la chiusura È il centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria secondo l’associazione Medici per i diritti umani (Medu).
Fughe di massa, rivolte e rimpatri inferiori al 40%. E poi spazi e attività ricreativi ridotti, bagni senza porte, assistenza sanitaria carente. Per un costo di 41 euro al giorno per "ospite".
Dati, testimonianze e storie dal più grande centro italiano per la detenzione amministrativa sono contenuti in un rapporto significativamente intitolato “Le sbarre più alte”. Il Cie di Ponte Galeria come un carcere. D’altronde ne ha l’aspetto, la struttura: le alte mura, la vigilanza e la videosorveglianza in tutte le aree comuni. Come in un carcere, le persone sono private della libertà personale. Anche se un singolare pudore linguistico non la definisce “pena”, ma “trattenimento”. “Ci chiamano ospiti – racconta Alì – ma siamo degli ospiti che non possono avere un pettine, possedere un libro o una penna per scrivere”.
lunedì 18 febbraio 2013
Rivolta al Cie di Ponte Galeria.
Un gruppo di ospiti del centro si è asserragliato nella struttura impedendo l'accesso dall'esterno in circa metà della centro stesso. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, personale delle polizia.
di Ambra Murè, di Paese Sera on line
Un gruppo di ospiti del centro si è asserragliato nella struttura impedendo l'accesso dall'esterno in circa metà della centro stesso. Nel corso della protesta sono stati dati alle fiamme materassi e suppellettili. Un'alta colonna di fumo si leva dalla struttura. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, personale delle polizia. L'allarme è scattato attorno a mezzogiorno.
“Inefficace, costoso e congenitamente incapace di garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali della persona”, "una struttura inadeguata ad assicurare condizioni di vita dignitose". Anche il prefetto Pecoraro, nel 2010, ne chiese la chiusura È il centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria secondo l’associazione Medici per i diritti umani (Medu).
Fughe di massa, rivolte e rimpatri inferiori al 40%. E poi spazi e attività ricreativi ridotti, bagni senza porte, assistenza sanitaria carente. Per un costo di 41 euro al giorno per "ospite".
Dati, testimonianze e storie dal più grande centro italiano per la detenzione amministrativa sono contenuti in un rapporto significativamente intitolato “Le sbarre più alte”. Il Cie di Ponte Galeria come un carcere. D’altronde ne ha l’aspetto, la struttura: le alte mura, la vigilanza e la videosorveglianza in tutte le aree comuni. Come in un carcere, le persone sono private della libertà personale. Anche se un singolare pudore linguistico non la definisce “pena”, ma “trattenimento”. “Ci chiamano ospiti – racconta Alì – ma siamo degli ospiti che non possono avere un pettine, possedere un libro o una penna per scrivere”.
“Inefficace, costoso e congenitamente incapace di garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali della persona”, "una struttura inadeguata ad assicurare condizioni di vita dignitose". Anche il prefetto Pecoraro, nel 2010, ne chiese la chiusura È il centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria secondo l’associazione Medici per i diritti umani (Medu).
Fughe di massa, rivolte e rimpatri inferiori al 40%. E poi spazi e attività ricreativi ridotti, bagni senza porte, assistenza sanitaria carente. Per un costo di 41 euro al giorno per "ospite".
Dati, testimonianze e storie dal più grande centro italiano per la detenzione amministrativa sono contenuti in un rapporto significativamente intitolato “Le sbarre più alte”. Il Cie di Ponte Galeria come un carcere. D’altronde ne ha l’aspetto, la struttura: le alte mura, la vigilanza e la videosorveglianza in tutte le aree comuni. Come in un carcere, le persone sono private della libertà personale. Anche se un singolare pudore linguistico non la definisce “pena”, ma “trattenimento”. “Ci chiamano ospiti – racconta Alì – ma siamo degli ospiti che non possono avere un pettine, possedere un libro o una penna per scrivere”.
martedì 23 ottobre 2012
Marocchino salva tre persone in acqua poi fugge perchè irregolare
Nell'auto finita nel canale rischiavano di annegare un bambino e i genitori
AVEZZANO - Un giovane marocchino si è tuffato nelle acque gelide di un canale e ha salvato una famiglia - padre, madre e un figlio - che stava annegando dopo essere finita con l'auto in acqua, fra Avezzano e San Benedetto dei Marsi, a causa di un incidente stradale.
L'autore del gesto eroico, senza permesso di soggiorno, arrivati i soccorsi si è allontanato facendo perdere le proprie tracce.
Rintracciato dalla polizia, gli è stato dato un permesso di soggiorno di 6 mesi.
La famigliola "salvata dalle acque" è ricoverata in ospedale; il padre è ancora in prognosi riservata.
martedì 16 ottobre 2012
Sanatoria- flop, solo 134 mila domande.
In totale sono 134.576. Per il settore domestico 115.969, 18.607 per il lavoro subordinato. Tutte le tappe di un percorso a ostacoli: dalle stime che parlavano di 380 mila beneficiari alla delusione di associazioni e sindacati.
La strana sanatoria-flop: 9 irregolari su 10 sono badanti
Dai dati emerge un quadro singolare: presentate 129.814 domande, di cui 112.254 per il settore domestico. Casucci (Uil): “I costi per una richiesta relativa a colf e badante non supera i 2 mila euro, mentre in edilizia si arriva a cinque volte di più"
Cgil: “Regolarizzato il lavoro che non c'è, è rimasto in nero quello reale”
L'87% delle domande riguarda il settore domestico. Il commento di Piero Soldini: "Costi troppo alti, chi ha potuto ha cercato qualcuno che lo assumesse come colf". L'annuncio: "Da domani vertenze per denunciare i datori che non hanno voluto regolarizzare"
Sanatoria, marocchini in testa con quasi 14 mila domande.
In totale (fino al 14 ottobre) sono 116.102 le richieste arrivate al Viminale. Il picco venerdì 12 ottobre: circa 11.500. Fino al 6 ottobre la media è stata di circa 4 mila domande giornaliere.
Sanatoria, Caritas ambrosiana: "Basta con la politica dei condoni"
Il vicedirettore Luciano Gualzetti: "L’esito modesto e deludente dimostra che è tempo di una nuova legge per regolarizzare gli ingressi di manodopera straniera".
Sanatoria, Arci: "Una proroga sarebbe stata più che giustificata"
L'analisi di Filippo Miraglia: "Costi troppo alti, procedure complesse, requisiti impossibili e poca chiarezza hanno contribuito al mezzo fallimento di un provvedimento che in tanti attendevano"
domenica 14 ottobre 2012
Una bella e partecipata festa di solidarietà con la comunità rom della Monachina- guarda le foto sull'album di Facebook di Ambiente Roma 16
Nonostante la pioggia, molta partecipazione alla manifestazione di solidarietà sia da Monteverde che da Massimina.
Il gruppo di studenti universitari americani che si occupa del doposcuola.
Le ragazze del campo hanno presentato uno spettacolo di danze tradizionali.
lunedì 8 ottobre 2012
Festa alla Monachina, sabato 13 ottobre h. 15
Monteverde antirazzista, nell'ambito della lotta contro la persecuzione del popolo rom e gli sgomberi dei campi, organizza una festa al campo rom della Monachina, insieme ai residenti del campo e a un nucleo di coraggiosi compagni della borgata Massimina. Sul campo incombe la minaccia imminente di uno sgombero, destinato a precipitare gli abitanti, radicati da anni sul territorio, in una nuova e peggiore condizione di emarginazione e di degrado. La nostra intenzione è quella di mobilitare tutte le persone di buona volontà nella difesa e nel miglioramento del campo e, in prospettiva,
nella lotta per la concessione ai residenti di vere e proprie case. Vogliamo che la gente si riconosca nella comune umanità, infrangendo le barriere elevate dalla politica e dal razzismo. E' un momento molto concentrato, uno snodo cruciale che richiede uno schieramento netto e la più ampia partecipazione. Per questo vi invitiamo caldamente a
partecipare alla festa e a portare con voi i vostri amici.
P.S. l'indirizzo è Via della Monachina 8, situata al 12 Km dell'Aurelia (con uscita segnalata da cartello stradale).
venerdì 7 settembre 2012
Ancora una tragedia del mare a Lampedusa.
Ancora una volta ci troviamo davanti ad un’altra tragedia del mare e della disperazione. Ieri sera le acque di Lampedusa si sono trasformate da mezzo di speranza in atroce incubo. Alle 18 è stato lanciato via telefono un SOS che ha permesso ai soccorritori di raggiungere, a circa 10 miglia al largo dell’isola Siciliana, i superstiti di quello che ancora non si può dire con certezza se fosse un naufragio oppure un meschino abbandono da parte di una banda di sciacalli del mare.
Sono cinquantasei i superstiti dichiarati, ma all’appello mancherebbero una quarantina di immigrati. Potremmo trovarci davanti ad un vero e proprio sterminio simile a quello che l’altro ieri ha restituito dai mari della Turchia i cadaveri di cinquantotto immigrati, tra cui molte donne e bambini, provenienti dalla Siria e dall’Iraq.
Queste persone sono vittime della guerra, della disperazione, della paura, dell’oppressione e l’Italia e l’Europa dovrebbero guardarle in faccia uno ad uno.
Sono vittime anche dell’indifferenza degli stati che ancora non sono riusciti a studiare una politica internazionale in grado di mirare all’accoglienza dei migranti, al controllo delle vie migratorie e alla salvaguardia dei diritti umani in patria e all’interno dei paesi che accolgono i migranti.
Il governo Monti porti il nostro Paese al passo con gli altri Stati civili dell’Unione Europea garantendo un’accoglienza ai migranti che salvaguardi anche la dignità delle persone. (da Monica Cerutti)
martedì 17 luglio 2012
Nati in Italia ma stranieri: ora c’è la civil card
Il X municipio ha consegnato le prime 19 tessere per ottenere la cittadinanza. L’apprezzamento del Quirinale
Si chiama civil card, è un anticipo della cittadinanza. La carta, formato tessera, contiene i dati anagrafici di 19 bambini nati (e cresciuti) in Italia da genitori immigrati. Ora sono minorenni, ma appena compiranno 18 anni rischieranno di diventare clandestini: perché la legge di molti Paesi, compreso il nostro, non riconosce lo ius soli, cioè non attribuisce la cittadinanza in base al luogo di nascita. È un problema che sta a cuore anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che
ha inviato un messaggio di ringraziamento a Sandro Medici, il presidente del X municipio che ha ideato il nuovo servizio anagrafico. - La civil card è un documento formato tessera che riassume i dati storico-anagrafici che rendono possibile ottenere la cittadinanza italiana. Medici ha consegnato i primi esemplari lunedì 16 nella sala rossa del municipio, presenti, tra gli altri, i rappresentanti di diverse associazioni che si occupano d’integrazione sociale, dalla Comunità di Sant’Egidio all’Arci, dalla Cgil all’Osservatorio sull’immigrazione, dalla Caritas all’associazione G2.
«Con l’apertura di questo servizio - ha sottolineato Medici - il nostro municipio prosegue nella sua opera di riconoscimento dei diritti civili a chi oggi se li vede ingiustamente negare. Dopo il registro sulle coppie di fatto e quello che raccoglie i testamenti biologici avviamo anche questa nuova possibilità rivolta ai tanti ragazzi e alle tante ragazze che sentono e vivono Roma come la propria città, ma che purtroppo continuano a restare civilmente esclusi perché figli di coppie straniere».
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