domenica 20 dicembre 2009

giovedì 10 dicembre 2009

Alessandro Portelli

Razzisti cioè cattivi

E’ proprio vero che siamo un paese di poeti santi e navigatori. Solo in un paese di geni assoluti poteva essere concepita l’idea, scaturita dalla fervida immaginazione di un paese del bresciano, di lanciare di qui a Natale una campagna di pulizia etnica e chiamarla “White Christmas.” La trovo un’idea entusiasmante. In primo luogo, perché spazza via tutte le menzogne mielate di quando ci raccontavano che a Natale siamo tutti più buoni: prendere spunto dal Natale per diventare più cattivi, e farlo in nome delle nostre radici cristiane mi pare un’operazione liberatoria di verità assolutamente ammirevole. Altro che cultura laica.
Qualche anno fa, quando il mio quartiere scese in piazza per impedire il trasferimento in zona di qualche famiglia rom, una compagna disse: “Non è razzismo, è cattiveria.” Scrissi allora, e mi ripeto: non distinguerei fra le due cose (il razzismo è cattiveria), ma trovo giusta questa parola, “cattiveria”, così elementare da essere caduta in disuso, perché qui è proprio l’elementarmente umano che è in gioco.

D’altra parte, un esimio leghista ministro della repubblica aveva già proclamato che bisognava essere cattivi con gli esseri umani non autorizzati. Disciplinatamente, fior di istituzioni democratiche eseguono: sbattono fuori dalle baracche i rom a via Rubattino a Milano e al Casilino a Roma e i marocchini braccianti in Campania, incitano i probi cittadini dei villaggi lombardi a denunciare i vicini senza documenti, premiano con civica medaglia intitolata a Sant’Ambrogio gli sgherri addetti ai rastrellamenti dei senza diritti. Fini dice che sono stronzi: no, non sono solo stronzi, sono malvagi.
Su un piano più leggero, trovo altrettanto geniale proclamare che l’operazione si fa in nome dell’incontaminata cultura lombarda e bresciana – e chiamarla con un nome inglese, per di più orecchiato da una canzone e un film americano. Non si potrebbe trovare un modo migliore per prendere in giro tutta la mitologia lombarda delle radici e della purezza culturale. Non è solo una bella presa in giro di quelli che mettono nomi lumbard sui cartelli all’ingresso dei paesi. Ma è anche un modo per ricordarci che non esiste cultura più paesana, più subalterna e più provinciale di quella che finge un cosmopolitismo d’accatto.

E infine, la trovata dell’inglese è una spietata denuncia dell’ipocrisia razzista. Dire “bianco Natale” significava mettere troppo in evidenza il colore della pelle, perciò lo diciamo con una strizzata d’occhio – dire le cose in inglese, non solo in questo caso ma più in generale ormai, significa dirle ma non dirle, è la nuova forma della semantica dell’eufemismo. E poi, “Christmas” invece di Natale: e hanno ragione, il nostro tradizionale Natale è sempre più sovrastato dall’americano Christmas, lasciamo perdere il misticismo e corriamo a fare shopping.
Aveva proprio ragione la mia amica appalachiana che diceva, “noi poveri di montagna non sognavamo un bianco Natale. Se nevicava, era più che altro un incubo”. Io non so che Natale sognino i senza documenti del bresciano, dopo questo bell’esempio di cristianesimo. La cosa che immagino è che, cacciati dal villaggio, gli stranieri sbattuti fuori di casa andranno a dormire in una stalla e faranno nascere i loro clandestini bambini in qualche mangiatoia.

(il manifesto 24/11/09)


venerdì 13 novembre 2009

Sgombero forzato del campo ‘Casilino 700’.

Appello di Amnesty International

a Prefetto e Sindaco di Roma

Amnesty International ha lanciato un’azione urgente mondiale (http://www.amnesty.it/index.html) sullo sgombero forzato del campo ‘Casilino 700’ di Roma, nel quale vivevano circa 400 persone rom, avvenuto mercoledi’ 11 novembre all’alba.

Nell’appello, l’organizzazione per i diritti umani sollecita il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il sindaco Gianni Alemanno ad assicurare che a tutte le famiglie sgomberate sia fornita una sistemazione alternativa come soluzione di emergenza e sia accordato un risarcimento per tutti i beni che sono stati distrutti durante lo sgombero forzato. Amnesty International ricorda che gli sgomberi forzati, eseguiti senza protezioni legali o di altro tipo, sono proibiti dal diritto internazionale in quanto grave violazione dei diritti umani, in particolare del diritto a un alloggio adeguato.

Secondo quanto riferito dalle Organizzazioni non governative (Ong) e dai mezzi d’informazione, all’alba dell’11 novembre circa 150 agenti di polizia hanno sgomberato le famiglie dal campo di via Centocelle, nella parte est della capitale. Tutti gli accampamenti della comunita’ sono stati distrutti e circa 20 rom sono stati arrestati, nonostante non si sappia di cosa siano accusati. Le Ong locali affermano che la comunita’ non ha ricevuto alcuna notifica dello sgombero forzato ne’ e’ stata consultata, e che il Comune di Roma ha offerto rifugi per brevi periodi solo ad alcune donne e ai bambini piccoli, nei dormitori dei senza tetto della citta’. In base alla legge italiana, le autorita’ dovrebbero notificare lo sgombero a tutte le persone oppure pubblicare un’ordinanza o un preavviso. In ogni caso, non essendo l'ordinanza formalizzata in questo modo, la comunita’ non ha potuto rivolgersi alla magistratura per tentare di fermare o posporre lo sgombero.
Nella comunita’ ci sono circa 140 bambini, di cui 40 frequentano una scuola nelle vicinanze. Lo sgombero minaccia di interrompere la loro scolarizzazione e sconvolgere seriamente la loro educazione.
La maggior parte di coloro che vivono nel campo di Centocelle ha gia’ subito in precedenza sgomberi forzati, con distruzione di accampamenti, vestiti, materassi, e qualche volta, di medicine e documenti.

FINE DEL COMUNICATO


Roma, 12 novembre 2009

ROMA, 11 OTTOBRE 2009
1 anno dopo





lunedì 12 ottobre 2009



DOCUMENTAZIONE. GIULIANO CAZZOLA: GLI IMMIGRATI NON TOLGONO LAVORO E SONO ANZI NECESSARI ALL'ECONOMIA ITALIANA

[Dal sito del quotidiano "Il sole - 24 ore" riprendiamo il seguente intervento del 3 settembre 2009 col titolo "Una risorsa chiamata immigrati" e la nota redazionale "Giuliano Cazzola e' deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione Lavoro pubblico e privato"]

Dai dati Istat del primo trimestre 2009 emerge che 222.000 nuovi occupati stranieri hanno consentito di dimezzare il tasso di disoccupazione complessivo (essendo i disoccupati italiani aumentati di oltre 426.000 unita'). Nei giorni scorsi, un'indagine della Confartigianato ha messo in evidenza che, a fronte del fabbisogno nel settore di quasi 100.000 lavoratori qualificati, almeno un terzo dei posti viene rifiutato. La situazione sarebbe ancora piu' grave senza l'apporto della manodopera immigrata.

Gli stranieri (extracomunitari e non) sono, poi, una componente strutturale dell'economia e non sottraggono lavoro agli italiani, in quanto i nostri concittadini, anche quando fossero in numero sufficiente a offrire lavoro corrispondente alla domanda (non si dimentichi mai il declino demografico), evitano con cura, se possono, di svolgere quelle mansioni in cui sono impiegati gli stranieri. E non si tratta soltanto di posti in fonderia o nell'edilizia, o di servizi alla persona (le badanti non italiane sono in numero maggiore delle persone occupate nelle strutture di assistenza pubbliche e private, le quali sono in larga misura anch'esse straniere). O del turismo e dell'agricoltura. Ormai anche il lavoro nell'industria manifatturiera e' sempre piu' coperto da stranieri.

La politica, allora, deve gestire i problemi con rigore e fermezza, senza mai voltare le spalle alla razionalita'. L'immigrazione, infatti, e' non solo una necessita', ma puo' essere pure un'importante risorsa. Ipotizzando per assurdo uno scenario - da oggi al 2030 - a immigrazione uguale a zero, nei principali paesi europei la popolazione complessiva diminuirebbe di 27 milioni, quella in eta' lavorativa di 20 milioni, gli ultrasessantacinquenni sul complesso della popolazione salirebbe al 26,5%; sulla popolazione compresa tra 20 e 64 anni, al 44%. L'immigrazione, dunque, rimanda nel tempo il declino della popolazione e rallenta il declino dovuto all'invecchiamento. Quanto all'incidenza dell'immigrazione sullo sviluppo economico del paese (si veda un recente saggio di Andrea Stuppini, pubblicato sulla rivista "Il Mulino") l'apporto lavorativo degli stranieri nell'anno 2006 era stimato pari a oltre 122 miliardi (9,2% del Pil).

Partendo dai dati Inps, e' possibile calcolare, poi, il gettito contributivo e ottenere una valutazione realistica del gettito fiscale. Il montante contributivo generato dal lavoro degli immigrati risultava, nel 2007, pari a 6,4 miliardi tra i lavoratori dipendenti (2 miliardi a carico del lavoratore, e 4,4 miliardi a carico dei datori), 317 milioni per gli autonomi e 242 milioni per i parasubordinati per un totale di quasi 7 miliardi, dei quali oltre 2,5 miliardi a carico dei lavoratori. Questa cifra rappresenta circa il 4% di tutti i contributi previdenziali versati in Italia nel 2007.

Quanto al prelievo fiscale, i versamenti Irpef dei lavoratori stranieri ammontano a oltre 1,336 miliardi, cui vanno sommati circa 209 milioni di addizionali regionali e circa 60 milioni di addizionali comunali, applicando un'aliquota media del 6,9%, che comprende le detrazioni da lavoro dipendente, per il livello di reddito indicato e tenendo conto che il 42,4% dei lavoratori stranieri risulta privo di carichi familiari. Per quanto riguarda il lavoro autonomo, ipotizzando un reddito medio annuo di 15.000 euro, il gettito a tale titolo ammonta a circa 204 milioni. Dai dati relativi alle unita' immobiliari acquistate dagli immigrati nel 2007, e' possibile stimare i valori relativi a imposte ipotecarie, catastali e di registro per un valore totale di oltre 211 milioni.

Emerge, in conclusione, un gettito fiscale di oltre 3,106 miliardi, mentre il reddito imponibile e' in progressivo aumento: superiore a 21 miliardi nel 2007; erano 18,4 miliardi nel 2006 e 16,7 miliardi nel 2005. Quello del gettito citato e' un dato parziale perche' non tiene conto di altre imposte come Ires, Irap, oli minerali e lotterie, per le quali il gettito riconducibile agli immigrati e' si' piu' ridotto, secondo le stime, ma sicuramente non trascurabile. Certo, nessun paese puo' permettersi di aprire le proprie frontiere a tutti i "dannati della terra". Ma l'operazione in corso della regolarizzazione delle colf e delle badanti e' la dimostrazione dell'esistenza di una "zona grigia" tra clandestinita' e regolarizzazione - una soluzione di continuita' di cui tenere conto - che non puo' essere definita tracciando una linea di confine netta. Spesso il fenomeno della clandestinita' e' la conseguenza di norme non adeguate e poco flessibili sull'immigrazione regolare.

martedì 6 ottobre 2009

ASSEMBLEA PUBBLICA DI QUARTIERE

Venerdì 9 ottobre h.18.30 associazione Planetarietà via Paola Falconieri 84


Il Coordinamento Antirazzista di Monteverde aderisce alla manifestazione indetta il 17 ottobre a Roma sui seguenti contenuti:

. No al razzismo

. Accoglienza e regolarizzazione generalizzata per tutti.

. Ritiro del pacchetto sicurezza

. No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono

. Per la rottura del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro

. Diritto di asilo per rifugiati e profughi

. Per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)

. No alle divisioni tra Italiani e stranieri

. Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti

. Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro

. Contro ogni forma di discriminazione verso lesbiche gay bisessuali e transessuali

. Solidarietà a tutti i lavoratori in lotta per la difesa del lavoro

Discutiamone e organizziamoci per partecipare uniti:

MONTEVERDE ANTIRAZZISTA

Monteverdeantirazzista@gmail.com

martedì 29 settembre 2009

La scuola MENO MENO
di Gelmini e Berlusconi
MENO soldi per 8 miliardi di euro
MENO 150.000 lavoratori della scuola in 3 anni
MENO contenuti formativi e didattici
MENO tempo scuola e classi più affollate
MENO possibilità per i ragazzi di imparare

Tutta l’Europa aumenta i finanziamenti all’istruzione
solo il Governo italiano taglia i fondi alla scuola
L’Italia rinuncia al FUTURO
rinuncia ad entrare nella società della conoscenza

Difendiamo la scuola pubblica
Sosteniamo i lavoratori della scuola

Sabato 3 ottobre ore 14,00
piazza della Repubblica

manifestazione a sostegno della scuola pubblica


LA SCUOLA NON E’ UN COSTO
E’ UN INVESTIMENTO PER IL FUTURO

martedì 22 settembre 2009

Mercoledì 23 settembre alle 12, alla Federazione nazionale della stampa italiana in corso Vittorio Emanuele 349 verranno presentati i contenuti, le finalità e le modalità di svolgimento della manifestaziona antirazzista che si terrà a Roma il prossimo 17 ottobre.

Alla mobilitazione hanno già aderito numerose associazioni laiche, religiose e di immigrati, organizzazioni sindacali e politiche, movimenti sociali, personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.

Si tratterà dunque di un grande appuntamento, plurale e unitario, per dire no ad ogni forma di razzismo e discriminazione e per chiedere un radicale cambiamento delle politiche sull’immigrazione.

Sul sito www.17ottobreantirazzista.org l’elenco delle adesioni pervenute finora e in continuo aggiornamento.

clandestino day


25 SETTEMBRE

INIZIATIVE A ROMA PER IL CLANDESTINO DAY


Roma: C-day a Carta [carta@carta.org]
Serata antirazzista, il 25 settembre, anche alla Sala Pintor, presso la sede di Carta di via dello Scalo di San Lorenzo 67, a Roma, promossa dalla redazione. Si comincia alle 18,30 con la presentazione del libro di Annamaria Rivera «Regole e roghi. Metamorfosi del razzismo» [edizioni Dedalo], una buona occasione per ragionare di razzismo ma anche di nuove esperienze di antirazzismo [tra gli altri, interviene Simone Sestrieri, della rete romana Impronte]. All’incontro partecipa l’autrice. Alle 20,30 video-proiezione di «U stissu sangu. Storie più a sud di Tunisi» di Francesco Di Martino e Sebastiano Adernò:a questo nuovo documentario sono dedicati un articolo nelle prossime pagine e una lunga intervista su clandestino.carta.org. A seguire, musica DJ set con Antonino [afrobeat/funk/retrogrooves] e aperitivo interculturale. Durante la serata sarà possibile acquistare la maglietta e prenotare le felpe e le agende Clandestino.

Roma: Comunità cristiana di base san Paolo, via Ostiense 152 B. La Comunità, che ospita la scuola per rifugiati Asinitas – nel cui ambito è stato realizzato il film Come un uomo sulla terra – organizza presso il centro sociale Brancaleone [via Levanna 11] alle ore 17,30 l’incontro«Clandestino… de che?», durante il quale sono previsti videoproiezioni [Storie di bimbi, a cura della scuola dell’infanzia Don Bosco, e Voci dal IV municipio di Eric Gad, Sean Precht, Orsetta Berni] e un dibattito con Moni Ovadia [video registrazione] Antun Blazevic [attore e scrittore rom], Daniela Dobre [mediatrice culturale], Zahara Omarmohamed [mediatrice], Yousef Salman [Mezzaluna Rossa Palestinese], Marco Carsetti [Asinitas], Giuseppe De Marzo [A Sud], Francesca Koch [Casa delle donne], Marcello Paolozza [Rete Nuovo Municipio IV], Emiliano Viccaro [Horus liberato], con il coordinamento dell’associazione «il Mondo in IV».

Roma: Ginevra Bentivoglio Editoria [ufficiostampa@gbeditoria.it] Anteprima nazionale del documentario «Il viaggio di Adamo – naufragi e accoglienza a Portopalo», ore 18.30, vicolo dei Savelli 9.

Roma: Arci [roma@arci.it]. Ha presentato la proposta del C-day all’incontro romano del 23, di preparazione della manifestazione nazionale del 17 ottobre.

Roma: centro sociale Spartaco [spartaco.it]. Ore 17, largo Appio Claudio, iniziativa di controinformazione sul pacchetto sicurezza. Partecipano Osservatorio Permanente Migranti X Municipio [osservatoriomigranti.munx@gmail.com], le associazioni antirazziste locali e Los Adoquines del carnevale argentino. Alle 21, al centro sociale di via Selinunte 57, proiezione di Come un uomo sulla terra e mostra fotografica a cura di Andrea Simonetti.

Roma: Città dell’altra economia azione@tiscali.it.

Roma: associazione Senza confine senzaconfine@libero.it.

Roma: associazione Popica [info@popica.org].

Roma: daSud [info@dasud.it]. Appuntamenti dalle 19,30 presso lo Spazio daSud in via Gentile da Mogliano 170 [Pigneto].

Roma: circolo Arci Arcobaleno Garbatella arcigarbatella@arciarcobaleno.it.

Roma: Servizio Rifugiati e Migranti – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia srm@fcei.it.

Roma: Fiera dell’editoria della pace [info@editoriadellapace.org]

Roma: rete Impronte simonesestieri@
hotmail.it. Il C-day è cominciato il 16 settembre con un grande incontro pubblico dedicato a come funziona la sanatoria [con Salvatore Fachile, avvocato]. Promotori con la rete Impronte: Rete per la libertà di movimento, Sci, La Città dell’Utopia, Laboratorio 53, Gruppo Rar.

Roma: Città dell’utopia [via Valeriano 3, lacittadellutopia@sci-italia.it]. Il 24 settembre, per la giornata europea del dialogo interculturale, iniziativa centrata sul tema dell’intercultura, in collaborazione con diverse associazioni romane che si occupano di rifugiati e richiedenti asilo.

giovedì 17 settembre 2009


clandestino day
Il settimanale Carta, sia sul giornale che sul sito promuove un'iniziativa importante:

25 settembre, Clandestino Day

Una giornata nella quale promuovere contemporaneamente un’iniziativa con e per i migranti. Una cena? Una partita di pallone? Un sit-in davanti un ospedale o la questura? Un concerto? E ancora: un’azione in un porto, una proiezione di un film, l’«inaugurazione» di «piazza clandestino» al centro del paese o del quartiere, una marcia silenziosa notturna, la presentazione di un libro, una sfilata di moda con la maglietta Clandestino, una lezione di italiano e di arabo all’aperto, uno spettacolo teatrale, una festa con gli artisti di strada…

Sarà pure vero che nell’immediato, dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza, è quasi impossibile spezzare il circolo vizioso del razzismo, ma è altrettanto vero che ci sono molti modi per diffondere «strumenti» creativi di antirazzismo. Per questo, la redazione di Carta si è posta questa domanda: cosa possiamo fare oltre a raccontare sul settimanale e sul sito [a proposito, è nato clandestino.carta.org, per resistere al neorazzismo istituzionale e popolare? La nostra proposta è promuovere un’iniziativa, individuata da ogni gruppo locale, in uno stesso giorno, magari venerdì 25 settembre. Cercando di coinvolgere molte persone e raccontando l’iniziativa con articoli e fotografie.
Una buona occasione per preparare meglio il corteo nazionale del 17 ottobre [e del resto l’ultima settimana di settembre è quella delle iniziative diffuse, dicono gli organizzatori della manifestazione].

Per segnalare altre iniziative scrivete a carta@carta.org.

Anche l’Arci nazionale aderisce al Clandestino day invitando i propri circoli a mobilitarsi localmente e organizzando una grande iniziativa.

Sicilia
Catania: Rete antirazzista catanese [alfteresa@libero.it]

Caltagirone [Catania]: associazione Astra [associazioneastra@yahoo.it]

Calabria

Crotone: Cgil [carmenmessinetti@cgilcrotone.it]
L’idea [da confermare] promossa dalla Cgil, metaforicamente definita «reciproche invasioni», è di creare un ponte di condivisione e reciprocità tra la cittadinanza crotonese e i richiedenti asilo del campo profughi di Sant’Anna, per scalfire resistenze e pregiudizi che, sempre più, si stanno sedimentando nell’immaginario collettivo. Crotone, infatti, ospita ormai dal ’99 quello che negli anni è diventato il Centro di Accoglienza più grande d’Europa. Una delegazione [in attesa dell’autorizzazione necessaria del Prefetto] cercherà di recarsi al Campo di Sant’Anna. Il secondo momento, invece, potrebbe vedere un’invasione dei richiedenti asilo e della cittadinanza assieme, di un altro luogo simbolico della città: la fortezza di Carlo V.

Cosenza: associazione Baobab [baobabcs@yahoo.it]

associazione la Kasbah [ass.lakasbah@libero.it]
[da confermare]
Spettacolo teatrale

Gioia Tauro [Reggio Calabria] Cgil
Dibattito e proiezione di «Come un uomo sulla terra»

Basilicata
Matera: Gruppo di acquisto solidale La Pastinaca [l.pirelli@acsys.it]

Palazzo San Gervasio, Potenza: Prc [italo.disabato@rifondazione.it]
Per la giornata del 25 con il Comitato difesa migranti che si è costituito il 13 agosto e in collaborazione con la Noeltan Film, studio indipendente di produzione, si pensa di organizzare la proiezione al Centro di Accoglienza a Palazzo San Gervasio di alcuni documentari, che affrontano il problema dei migranti sui nostri territori e non solo. Prima di tutto sarà organizzata la proiezione del documentario, coprodotto dalla Cgil, sul fenomeno dell’immigrazione in Basilicata: il Caso Bella e il Caso Palazzo San Gervasio.

Puglia
Lecce: cooperativa del commercio equo Sud sud Lecce [sudsudlecce@email.it]

Foggia: associazione di volontariato Fratelli della Stazione e Missionari Scalabriniani di Siponto
Iniziative in via di definizione [info@fratellidellastazione.com]

Campania

Napoli:
associazione Gridas [martina@felicepignataro.org]
Proiezione di «Come un uomo sulla terra»: ore 18,30, via Monte Rosa 90/b, Scampia

cooperativa sociale Dedalus e Associazione Priscilla
Iniziativa ancora da definire

Ong Ciss [f.giolivo@cissong.org]

Pozzuoli [Na]: Associazione Chi rom e…chi no
Iniziativa da definire

Caserta: centro sociale ex canapificio e Movimento dei migranti e dei rifugiati [csaexcanapificio@libero.it]

Caserta: cooperativa sociale NeWhope [pietro.scola1@virgilio.it, tel. 0823 458465]
Festa per i cinque anni della cooperativa che ha dato lavoro a donne migranti vittime della tratta. Mostra fotografica [29 settembre], incontro con Dacia Maraini [1 ottobre], tavola rotonda e incontro con don Luigi Ciotti [3 ottobre]. Appuntamento presso la biblioteca di via Vivaldi 43.

Molise

Termoli [Cb]: [adelellis@clio.it]
Il 25 settembre, in occasione di un convegno dal titolo «Consumare non è più una virtù» [con Francesco Gesualdi e Marco Gallicani], sarà presentato il Clandestino day, durante il quale è prevista la diffusione di magliette raffiguranti la scritta «Io ospito un clandestino. E tu?» [riportata da Carta a luglio, a proposito della scelta di don Antonio di Lalla, parroco di Bonefro, che ha appeso uno striscione con quella scritta all’ingresso della chiesa di san Nicola]. Le magliette sono in vendita al prezzo di 10 euro. Il ricavato è destinato a sostenere le comunità Il Noce [gestita dall’associazione Faced e dalla cooperativa Il Noce] di Termoli e di Petacciato che aiuta lavoratori, detenuti e migranti clandestini.

Campobasso: Prc italo.disabato@rifondazione.it

Sardegna

Cagliari
associazione Luigi Pintor cagliari@manifestosardo.org, www.manifestosardo.org

Cagliari
Cobas, in collaborazione con il Comitato sardo di solidarietà e diverse organizzazioni di volontariato, promuove un’iniziativa in piazza [più di quaranta persone indosseranno la maglietta Clandestino].

Oristano: libreria La Pergamena lapergamena@tiscali.it

Contro la discriminazione razziale la RdB-Cub Sardegna aderisce alla giornata del clandestino-day www.sardegna.rdbcub.it

Lazio

Roma:
Carta carta@carta.org

centro sociale Spartaco
iniziativa in strada [X Municipio] con numerose associazioni locali

Città dell’altra economia azione@tiscali.it,

associazione Senza confine senzaconfine@libero.it,

associazione Popica info@popica.org,

rete Impronte simonesestieri@hotmail.it, 06 59648311
Il Clandestino day comincia mercoledì 16 settembre [ore 19] alla Città dell’utopia di via Valeriano 3f [metro San Paolo] con un grande incontro pubblico dedicato a come funziona la sanatoria, a chi è rivolta, come si usa, come è possibile estenderla e allargarla a più donne e uomini possibile. Partecipa Salvatore Fachile, avvocato. Organizzano con la rete Impronte – Rete per la libertà di movimento, Sci, La Città dell’Utopia, Laboratorio 53, Gruppo Rar.

Città dell’utopia lacittadellutopia@sci-italia.it. Alla Città dell’utopia – via Valeriano 3 – si comincia il 24 settembre: in occasione della giornata europea del dialogo interculturale, si promuovere una grande iniziativa centrata sul tema interculturale, in collaborazione con le associazioni romane che si occupano di rifugiati e richiedenti asilo.

daSud [info@dasud.it]
Iniziative a partire dalle 19,30 presso lo Spazio daSud in via Gentile da Mogliano 170 [zona Pigneto]

circolo Arci Arcobaleno Garbatella arcigarbatella@arciarcobaleno.it

Servizio Rifugiati e Migranti – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia srm@fcei.it

Comunità cristiana di base san Paolo, via Ostiense 152 B. La Comunità, che ospita nei propri locali la scuola per rifugiati Asinitas – nel cui ambito è stato realizzato il film Come un uomo sulla terra – organizza iniziative di sensibilizzazione sul tema dei migranti e sulla loro «imposta» condizione di clandestinità.

Ginevra Bentivoglio EditoriA. Anteprima nazionale del documentario «Il viaggio di Adamo – naufragi ed accoglienza a Portopalo», ore 18.30, vicolo dei Savelli 9.

Pomezia [Roma]: medici dell’ambulatorio Stp Gialuma di Lanuvio, Cgil Pomezia Castelli Romani, Coordinamento immigrazione ai Castelli Romani, associazione Philoxenia, associazione Famiglie di Genzano, Chiesa cristiana Evangelica Battista di Ariccia, Comunità Evangelica Ecumenica d’Albano Laziale, associazione interculturale Pontum, circolo Pd di Ariccia, associazione Punto a Capo Marino, associazione il Girasole, gabriela.lio@tiscali.it

Fondi [Latina]: associazione Murales cor.pesce@gmail.com

Sora [Frosinone]: [savona@carta.org]
Martedì 22 conferenza stampa di presentazione della giornata. Domenica 27 settembre, piazza Santa Restituta, dalle ore 10 sistemazione degli stand delle organizzazioni aderenti; mostra fotografica, pannelli che indicano le provenienze principali dei flussi migratori e principali motivi di disagio. Dalle 11 si apre lo spazio per «L’ auto-denuncia», tutti lasciano le proprie impronte colorate e chi vuole lascia una frase. Banchetto informativo sui diritti dei migranti. Dalle ore 21,00 stiamo ipotizzando un concerto.
Ad oggi hanno aderito: Associazione Terrae di Lavoro, Cooperativa Altre Terre, Casa Comune della Sinistra,
Comitato Costituente Sinistra e Libertà, Circolo Legambiente Valle del Liri, Assessore Pio Conflitti, comune di Vicalvi, Lega Antifascista, Laboteca, Inca Cgil Frosinone, Circolo Arci, Cancegliè, Assesore Spalvieri, Isola del Liri, Gruppo Sinistra Indipendente Isola del Liri, Giovanni De Gasperis, Sinistra e Libertà, Annamaria Bellisario, Sinistra e Libertà, Paola Menichetti, Sinistra e Libertà, Associazione culturale La Sala, Donato Cardarelli, I Fools, associazione culturale, Gruppo Mani Tese, Actionaid, Sora

Viterbo: Arci viterbo@arci.it Il Clandestino day comincia dal 21 settembre con il punto informativo in piazza delle Erbe della campagna «Il razzismo è una brutta storia», messo in piedi dalla rete «Io accolgo», fino al 25. Il 24 ci si sposta al cinema Teatro Genio [ore 21,30] con lo spettacolo di Ascanio Celestini dal titolo «Il razzismo è una brutta storia», anteprima nazionale – ingresso 8 euro – rispetto al tour che Celestini farà in circa quindici comitati Arci [è anche l’unico che si terrà nella regione Lazio]. Sabato 25 settembre, infine, alle 17,30 presso la Sala del Consiglio provinciale [via Saffi 39] c’è l’incontro della Rete Io accolgo. Per informazioni e prevendite: tel. 0761 333958, culturavt@arci.it, www.ioaccolgo.blogspot.com

Umbria

Perugia: Rete Umbra Siamo Tutti Clandestini [mdrouin@libero.it]
Proiezione del film Come un uomo sulla terra per la sera del 25 al circolo Island, ore 21,30, in via Magnini
[Madonna alta] con aperitivo e dibattito su come si muoverà il movimento umbro sulla questione migranti nei prossimi mesi. Prima delle videoproiezione, presidio dalle 17 alle 20 in piazza della Repubblica-corso Vannucci, nel centro della città Si sta organizzando anche un pranzo solidale per il 3 ottobre e un incontro a Gubbio sabato 17 ottobre, nel pomeriggio, all’interno di Altrocioccolato. Alcuni pezzi del movimento umbro saranno anche alla manifestazione nazionale del 17 a Roma.
Per promuovere queste iniziative tutti i documenti, volantini, comunicati stampa saranno diffuso con la sigla Rete Umbra Siamo Tutti Clandestini.

Perugia: Laboratorio teatrale interculturale Human Beings humanbeings@humanbeings.it

Marche

Ascoli Piceno: Cantieri aperti olimpia.gobbi@libero.it

Ancona: diverse associazioni siniser@libero.it

Falconara Maritima: Associazione per la Sinistra. Distribuzione di materiale informativo e altre iniziative da definire

Toscana

Firenze: comunità di base delle Piagge ilmuretto@libero.it

Cantagalo [Prato]: Club Le Valli, Migliana. Iniziativa da definire

Siena: Centro Culture Contemporanee Corte dei Miracoli uffstampa@lacortedeimiracoli.org

Cecina [Livorno]: associazione Mestizaje mimmo.83@virgilio.it
Arci Bassa Val di Cecina jeffhoffman@arci.it

Prato: associazione Le Mafalde associazionelemafalde@gmail.com Al teatro Pecci [ore 18], presentazione del libro antirazzista «Lessico del razzismo democratico» [Derive Approdi] di Giuseppe Faso.

Pistoia
Cgil SFrosini@pistoia.tosc.cgil.
circolo Montagna Pistoiese del Prc. Iniziativa da definire [tel.: 392 0363338 – prcmontagnapistoiese@gmail.com]

Donoratico [Livorno]:
Il Centro di Solidarietà Monica C. organizza in collaborazione con altre associazioni [Mestizaje e botteghe del Mercato Equo e Solidale] e con il patrocinio del nostro comune. Appuntamento in piazza della Chiesa dove ci saranno una lettura degli articoli della nostra Costituzione, degli articoli della Dichiarazione dei diritti universali e quelli delle principali Convenzioni Internazionali riguardanti il diritto d’Asilo. Lettura delle leggi razziali del 1938. Inoltre, nella piazza, verrà piantata una tenda in cui si alterneranno preghiere di religioni diverse, testimonianze e opinioni di chi vorrà partecipare. Sono stati invitati anche i rappresentanti politici locali perché dicano la loro posizione nei confronti dei respingimenti e del pacchetto sicurezza. Per chi vuole, un digiuno serale di protesta e infine, la proiezione del film «Come un uomo sulla terra». discussioni@centromonicac.org

Emilia Romagna

Reggio Emilia: Federazione Prc. Proiezione di «Come un uomo sulla terra», ore 20, parco Tegge di Felina alla festa provinciale di Rifondazione comunista ,Comunistiitaliani e Lista anticapitalista.

Bologna: Amici dei Popoli, Cestas e altre Ong. Iniziativa da definire

Ferrara: Festival dei diritti [promozione@iboitalia.org]
Il festival dei diritti [www.festivaldeidiritti.it] è promosso Arci, Cgil, Nexus, Teatro Nucleo e altre organizzazioni sociali, potrebbe ospitare qualche iniziativa.

Veneto

Padova: Gruppo di acquisto solidale Il ciclo corto infogas@altragricolturanordest.it Azioni di «teatro dell’oppresso» e distribuzione di volantini in diverse piazze e bus della città, prima di una festa con concerto. Intanto, domenica 6 settembre c’è la cena collettiva «Anch’io sono clandestino» promossa dai Beati i costruttori di pace.

Comitato per la scuola pubblica banchetto oriam72@gmail.com
Fillea [sindacato edili] Iniziativa ancora da stabilire marco.benati@cgilpadova.it

Vicenza: Presidio permanente No Dal Molin spadaro.chiara@gmail.com [da confermare] Laboratorio per la preparazione di striscioni da balcone con la scritta «io sono clandestino» e concerto con un gruppo di migranti in piazza. «Tutti I vicentini che hanno acquistato la maglietta Clandestino – fanno sapere i promotori – sono invitati per l’occasione a indossarla».
Arciragazzi Vicenza arciragavi@libero.it
Sinistra e Libertà Vicenza sarà presente in piazza dei Signori a Vicenza per il Clandestino Day. Sabato 12 settembre saremo presenti con un gazebo nel comune di Montecchio Maggiore per distribuire volantini contro le norme discriminatorie varate dalla amministrazione comunale leghista.

Rovigo: Arci info@arciridada.it

Rovigo: redazione Bianco e nero [red.biancoenero@tele2.it]
Serata di informazione sul cosiddetto «pacchetto sicurezza» con Solomon Osahenrumwen Obazee, dell’ufficio Informaimmigrati del comune di Rovigo, e Roberto Costa, direttore di Biancoenero.
Si raccolgono adesioni: red.biancoenero@tele2.it
Lì, in quella serata, insieme agli aderenti, si potranno proporre iniziative di sensibilizzazione culturale o di presidio davanti alla Prefettura (con petizione al ministro dell’interno). Lì si potrà discutere di pedagogia della resistenza, di condivisione e di propedeutica alla liberazione. In vista, e oltre, della manifestazione nazionale del 17 ottobre.

Lombardia

Milano:

associazione Todo Cambia eddamilagros@fastwebnet.it,

Naga naga@naga.it.

Punto rosso giorgio.riolo@gmail.com

Associazione culturale Villa Pallavicini www.villapallavicini.org Iniziativa da definire

libreria Feltrinelli e Marco Rovelli [scrittore] rovelli.sbandati@gmail.com In piazza Piemonte, presentazione del nuovo libro Servi [Feltrinelli], il racconto del viaggio in Italia di Marco Rovelli nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. «A cosa serve produrre clandestini? A produrre servi, appunto».

Lecco: Centro Khorakhanè ugomoi@libero.it [da confermare]
«Volpevoli di viaggio», momento di gioco, di festa. «Perchè diciamo gioco, festa? Perchè clandestino è chi sta nascosto, è costretto a stare nascosto, chi sta al buio, nell’intestino. Chi sta nelle galere della storia… Ma ognuno ha diritto all’aria, alla luce. Affermare il diritto per tutti è far emergere tutti, dare a tutti la dignità di stare sulla pubblica piazza, all’aperto. E stare all’aperto, recuperare l’aperto, la luce è il sapore, il senso della festa. Che non tralascia la denuncia, dura e destinata, ma non può avere che come fine quell’esplosione lì, quell’aperto lì: dell’aria, la luce, la festa. L’allegria della storia nella storia».

Albino [Bergamo]: Rete 28 marzo
Sabato 19, distribuzione di volantini con il titolo «Nel nostro paese nessuno è straniero» per promuovere l’appuntamento del 25. Mercoledì 23, secondo distribuzione, al mercato di Albino, Venerdì 25, musica dal vivo con proiezione del film «Come un uomo sulla terra»

Piemonte
Torino: caffè Basaglia baires76@hotmail.com, davide.moratti@gmail.com. Seminario [sala Pasquale Cavaliere, via Palazzo di città] con gli avvocati dell’Asgi, gli assessori allo sport e la Federazione Italiana Gioco Calcio. Partita di [Motovelodromo in corso Casale] cena. A «sendere in campo» quelli del Basaglia, già impegnati in Terza categoria: tra loro alcuni stranieri «clandestini», una selezione del Torneo Balon Mundial, la squadra dei rifugiati del Darfur e una rappresentativa dei Consiglieri Comunali di Torino. Dopo il fischio finale [i giocatori di una delle due squadre indosseranno la maglietta Clandestino], cena solidale etnica al circolo Basaglia.

Avigliana [To]: Gas dal Bass [cinziaeroby@gmail.com]
Il Gas di Avigliana, Valle di Susa, aderisce al Clandestino Day del 25 settembre con la proiezione, presso la Sala consigliare del Comune del film «Come un uomo sulla Terra».

Torre Pellice [Torino]: circolo Arci Fare Nait andrea@terresenzaconfine.it

Biella: associazione Apertamente redazione@mondocapovolto.it «Balconi clandestini»: i cittadini di Biella sono invitati ad appendere le bandiere Clandestino o altre con la scritta Balcone clandestino. Tutti i cittadini antirazzisti utenti di facebook sono intanto invitati a mettere nell’immagine del proprio profilo la scritta «Io sono clandestino».

Cuneo: Tavolo delle associazioni ginobertone@libero.it

Dronero [Cuneo]: associazione Amici oltre i confini michital@libero.it

Asti: Progetto Integrazione Accoglienza Migranti piamonlus@yahoo.com

Bologna, dubbi di costituzionalità sul reato di clandestinità


«Esistono seri dubbi di costituzionalità»: così Mario Luigi Cocco, coordinatore dei Giudici di Bologna, subito dopo aver rinviato la prima udienza dedicata al reato di clandestinità in seguito all’istanza di illegittimità presentata dalla Procura di Bologna. Cocco scioglierà le proprie riserve il 21 ottobre e nel caso riterrà fondata l’eccezione a decidere sarà la Corte costituzionale: in attesa del pronunciamento della Corte, i procedimenti in corso verrebbero sospesi.

Il primo caso giunto dinanzi ai Giudici di pace, questa mattina, è quello di un marocchino 33enne, fermato a Bologna dalla Polizia municipale proprio nel primo giorno di entrata in vigore del nuovo reato, l’8 agosto. Non è in aula e non ascolta quindi l’illustrazione dell’istanza di illegittimità da parte del procuratore reggente di Bologna, Massimiliano Serpi [che in apertura di udienza Cocco ringrazia «per l'attenzione che la Procura dedica a questo nuovo procedimento»]. Prima di Serpi, un’eccezione prova a sollevarla anche l’avvocato difensore del marocchino, perché dalle carte la persona offesa risulta «nessuna» e a suo dire non può esserci un reato. Per Serpi, la persona offesa è da considerarsi lo Stato, quindi il requisito sottolineato dalla difesa non è indispensabile per procedere. Cocco concorda e rigetta l’eccezione, prima di ascoltare la più corposa istanza del procuratore.

Il primo dubbio di illegittimità riguarda la violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge. Per la Procura è ingiustificato punire nello stesso modo lo straniero che, dopo l’entrata in vigore della nuova legge, la viola introducendosi illegalmente in Italia e quello che, essendovi da tempo, con affari e affetti radicati, non allontanandosi abbandona un’intera vita. Inoltre, per la Procura manca la clausola di salvezza del «giustificato motivo», che vale per il già esistente ordine di allontanamento da parte del Questore [specifico, nominativo e notificato] ma non per chi ha ricevuto «l’editto collettivo» di allontanamento rappresentato dalla nuova legge.

Il secondo dubbio di costituzionalità riguarda violazione del diritto di difesa per cui nessuno è tenuto ad autodenunciarsi. Per la Procura, il legislatore ha tralasciato di predisporre una procedura che consenta allo straniero di allontanarsi legalmente, costringendolo di fatto a farlo «clandestinamente». Se non è previsto che lo straniero possa accettare di rispettare volontariamente di allontanarsi per evitare la pena, sostiene piazza Trento e Trieste, la pena stessa perde di significato. Come esempio la Procura porta le modifiche alla normativa sulla detenzione di armi che, quando entrarono in vigore, prevedevano un arco temporale entro cui consegnare spontaneamente le armi senza incorrere in pene.

Terzo punto: la violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge per la sospensione del procedimento penale solo per le badanti disponibili all’emersione, disposta per un giudizio di mera opportunità politica, e non a tutti i lavoratori in nero; per la Procura, la discrezionalità del legislatore è indiscutibile in sede amministrativa, ma non in sede penale. Ed è ragionevole pensare, aggiunge piazza Trento e Trieste, che lo straniero imputato possa essere un lavoratore irregolare.

Infine, la Procura ipotizza una violazione del principio di ragionevolezza della legge, del principio per cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, del principio del buon andamento della pubblica amministrazione esteso alla giurisdizione. La Procura ricorda che la nuova legge prevede un reato che formalmente viene sanzionato con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro, ma anche che il giudice applichi in via automatica la sanzione sostitutiva dell’espulsione [a meno che non ci siano cause ostative che impediscano l'esecuzione immediata dell'espulsione con accompagnamento alla frontiera].
Innanzitutto, per la Procura il legislatore ha costruito formalmente una figura di reato ma non per determinare una condotta virtuosa attraverso la funzione deterrente di una pena, bensì per giungere attraverso il giudice di pace al risultato di comminare in sede penale l’espulsione. Inoltre, il legislatore non ha nel frattempo rinunciato al già esistente sistema amministrativo di espulsione, con il risultato che per lo stesso straniero non regolare si aprono contemporaneamente due distinti procedimenti, uno penale e l’altro amministrativo. Per la Procura di Bologna, una duplicazione della procedura che viola la Costituzione: oltre al principio della ragionevolezza, infatti, il «raddoppio» si traduce in spese inutili di denaro e risorse umane. Infine, a detta della Procura, c’è la possibilità di un vero e proprio cortocircuito: prevedere che il giudice di pace debba di norma applicare l’espulsione si scontra infatti con la condizione che lo straniero sia coattivamente espellibile, poiché in questo caso non si potrà mai giungere a sentenza visto che lo stesso straniero sarà già stato espulso dal Prefetto e accompagnato alla frontiera.

giovedì 11 giugno 2009

Badante ucraina muore per un'emorragia, senza chiedere aiuto: temeva una denuncia e l'espulsione
Bari, 10 giugno 2009. Il marchio della "clandestinità" uccide ancora. Vira Orlova, badante ucraina di 39 anni, incinta, è morta dissanguata all'interno dell'appartamento in cui lavorava, a Torre a Mare, in provincia di Bari. Dopo tante ricerche, aveva da poco trovato un'occupazione. Improvvisamente, si è sentita male e ha cominciato a sanguinare, ma non ha chiamato nessuno: la paura di perdere il lavoro o di essere denunciata per la sua condizione "irregolare" l'ha bloccata. Ha cercato una bacinella, in cui ha raccolto il sangue che abbandonava il suo corpo, a causa di un aborto spontaneo. Ha resistito, sperando di farcela. Ma l'emorragia non si è arrestata e Vira, che si faceva chiamare Ylenia, è caduta al suolo, dove ha perso la vita. Nella stanzetta in cui alloggiava, a Mola di Bari, ospite di amiche "clandestine" come lei, i carabinieri hanno trovato il suo passaporto, senza i visti di ingresso.

mercoledì 10 giugno 2009

L’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione

FORTRESS EUROPE
presenta IO NON RESPINGOIl 10 giugno manifestazione nazionale a RomaOltre 50 appuntamenti in tutta Italia per dire no ai respingimenti
Per rispondere alla visita di Gheddafi in Italia abbiamo lanciato un appello di mobilitazione nazionale, per dire no ai respingimenti e al Trattato Italia-Libia. La risposta tata altissima. Dal 10 al 20 giugno, la rete spontanea nata intorno a “Fortress Europe”, a “Come un uomo sulla terra” e all’associazione Asinitas Onlus, iuscita ad organizzare 55 eventi in 35 citt taliane per dire “Io non respingo”. Maroni prenda nota. il benvenuto che una parte sana dell’Italia riserva alla visita del dittatore libico Gheddafi. Manifestazioni, pres , dibattiti e proiezioni del film. Da Cagliari a Milano, da Agrigento a Varese. Conosciamo quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati in Libia. E non possiamo rimanere indifferenti. A coronamento di tutto ci bbiamo indetto una grande manifestazione il 10 giugno a Roma in Piazza Farnese. A partire dalle 18:00, proprio nelle stesse ore in cui Gheddafi sar icevuto dal premier a Palazzo Chigi. Alterneremo reading di testimonianze sulla Libia a poesie, intermezzi musicali a momenti di informazione e di riflessione. Ci saranno Ascanio Celestini, Andrea Satta, il coro multietnico Casilino 23, Moni Ovadia, Andrea Pandolfo, Monserrat, Igiaba Scego, gli studenti della scuola di italiano Asinitas e altri scrittori, giornalisti, e attori teatrali. Fortress Europe mostrer l pubblico le foto scattate nei campi libici. Sempre in piazza Farnese, alle 21.00 proietteremo all’aperto il documentario “Come un uomo sulla terra”, con la presenza degli autori. All’iniziativa ha aderito Amnesty International – sezione italiana. Il sit-in e la raccolta delle firme per la petizione sulla Libia, inizieranno a partire dalle 16:00, con un’iniziativa promossa dalle scuole di italiano Asinitas Onlus, Associazione Comboniana Servizio Emigranti, Insensinverso, Cotrad Didattica Teatro, Focus Casa dei Diritti Sociali, Di 28 ce n' . Questa e-mail arriver 30.000 persone in tutta Italia. Chiediamo ad ognuno di voi di partecipare numerosi a queste giornate di mobilitazione, nate in modo spontaneo da una ricca rete di associazioni e individui che resistono quotidianamente all’imbarbarimento della civilt iuridica e umana di questo paese. La campagna IO NON RESPINGO B>promossa da Fortress Europe, dall’associazione Asinitas Onlus, dagli autori di “Come un uomo sulla terra” (Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer).
Per aderire alla campagna: gabriele_delgrande@yahoo.it
Per maggiori informazioni

giovedì 21 maggio 2009

Sabato23 maggio dalle ore 14.00 alle 20.00 a Piazza del Popolo
i ricercatori precari di vari enti di ricerca (INFN, INGV, CNR e altri ) organizzeranno letture e laboratori scientifici per bambini e adulti.
Sul selciato della piazza verranno stesi i rulli fotografici della Ricerca Calpestata (quasi 1800 metri quadrati di "facce" di ricercatori da calpestare).
Programma
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LEZIONI 1 (17-20.30)
17.00 Marte e Terra: uguali o diversi? Francesca Altieri, INAF/IFSI Roma

17.30 Onde e barche: come nascono le onde e come si propagano Andrea Ghigo, Patrizia
De Simone e Alessandro Stecchi, INFN Frascati

18.00 Le stelle: vita, morte e miracoli! Melania Del Santo, INAF/IASF Roma


18.30 Da qui al Big Bang (lezione di fisica per bambini 8-13) Barbara Sciascia, INFN Frascati


19.00 La mia avventura nello spazio Umberto Guidoni, Astronauta


19.30 Esplorando l'Universo oltre la Via Lattea Francesca Panessa, INAF/IASF Roma


20.00 Come nascono stelle e galassie Milena Benedettini, INAF/IFSI Roma


20.30 L’esplorazione dei pianeti giganti Federico Tosi, INAF/IFSI Roma


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LEZIONI 2 (17-20.30)


17.00 Il terremoto spiegato ai bambini: dalla favola alla realtà Maria Grazia Ciaccio, INGV Roma


17.30 Anche i topi parlano Maria Luisa Scattoni, ISS Roma


18.00 Il terremoto del 6 aprile 2009 a L'Aquila: un evento atteso ma non previsto

Lucia Margheriti, INGV Roma

18.30 Noi e i vulcani Gianfilippo De Astis e Valeria Misiti, INGV Roma


19.00 Autismo e disturbi del comportamento Laura Ricceri, ISS Roma


19.30 I geroglifici Augusto Palombini, CNR/ITABC


20.00 Antartide: un immenso laboratorio naturale Lucilla Alfonsi INGV Roma


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AREA BAMBINI (17-21)


I ricercatori dell’INFN e dell’INGV raccontano la scienza con giochi e piccoli esperimenti

"Se arriva il terremoto" le avventure di Gatto Spillo. (3-6 anni) Antonella Marsili e Giuliana
D'Addezio, INGV Roma

"Galleggia o non galleggia?" introduzione giocosa al metodo scientifico. Mariangela

Cestelli Guidi, Alessio Sarti e Barbara Sciascia, INFN Frascati

"E adesso cosa faccio?" comportamenti in caso di terremoto. (6-12 anni) Antonella

Marsili e Giuliana D'Addezio, INGV Roma

"Ma è freddo o caldo?" introduzione giocosa al metodo scientifico. Mariangela Cestelli

Guidi, Alessio Sarti e Barbara Sciascia, INFN Frascati



Piazze per la Sostenibilità e la Pace
CGIL SPI e FLC CGIL Zona Ovest, Comitato Malagrotta, Ciclofficina Popolare Magliana Macchia Rossa, Luoghicomuni, Bottega Perunmondosottosopra, Reti di Pace con Barattopolis, GASP!, Mercatino Riuso, Progetto Scuola

partecipa al
Raduno pop contro i tagli alla Scuola

organizzato da

Movimenti e Coordinamenti Scuola Università Ricerca Pubbliche

Domenica 24 maggio
Villa Pamphili
dalle 10.00 alle 18.00

Piazzetta del Bel Respiro (ingresso via Vitellia, via Olimpica


Domenica 24 maggio dalle ore 10.00 alle 18.00 a Villa Pamphili, Piazzetta del Bel Respiro, entrata da via Vitellia angolo via Leone XIII, con una manifestazione-evento che vedrà la partecipazione di numerosi artisti:
Simone Avincola - Stefano Rossi Crespi - Andrea Buoninfante - Lalla Bertolini e Tiziano - Pino Marino - Nuove ribù Zulu - Legittimo brigantaggio - Radici nel cemento - Coro dei bambini della Crispi - Checco Marini e Patrizia Polia - Senza terra - Piccola banda ikona - Body percussion scuola di musica popolare di Donna Olimpia - Banda della Scuola di Musica Popolare di Testaccio - Danze del mondo ( Steeve Emejuru e i bambini della Scuola Celio azzurro)
Ci saranno inoltre laboratori e giochi per bambini e testimonianze dal palco di protagonisti del mondo della scuola.

Noi non ci rassegnamo alla distruzione della scuola pubblica!

Coordinamento romano genitori-insegnanti
Non Rubateci il Futuro

Ci sarà anche Reti di pace
Presso i nostri stand occasioni per:
- ricevere informazioni su Gruppi di Acquisto Solidali, corretta gestione del rifiuto, Progetto Scuola La terra non ce la fa .. io posso aiutarla

- l'altro acquisto: prodotti del commercio equo e solidale e detersivi alla spina

- baratto di oggetti vari (cd, dvd, libri, oggetti) e di giochi per bambini

- riparazione e recupero di bici usate

- mercatino del riuso

Inoltre raccoglieremo le firme per una delibera d'iniziativa popolare al fine di realizzare a Monteverde un parco con attrezzature sportive per le scuole limitrofe, orti scolastici e una pista ciclabile.

Venite con gli oggetti da regalare o barattare, con le bici da riparare e con i recipenti per i prodotti alla spina!



venerdì 15 maggio 2009

EDITORIALE | di Marco Revelli, Il manifesto 15/05/2009

RETORICHE DISUMANE

Ormai è chiaro, la campagna elettorale il governo la fa così. Con l'ostentazione pubblicitaria dei respingimenti. Con l'evocazione impudica dell'apartheid. Con l'esibizione della durezza «senza se e senza ma» - anzi, con l'invito esplicito a essere «cattivi» - contro i migranti. Insomma, mettendo in gioco quella risorsa potentissima sul piano emotivo e pericolosissima su quello civile, costituita dalle «retoriche del disumano». E spingendoci così sempre più giù su quel piano inclinato della civiltà e dei diritti lungo il quale ormai da anni, ma in fine velocior, l'Italia sta cadendo.
C'è dentro ognuno di noi, e nella coscienza collettiva, un confine impalpabile ma fondamentale, che distingue il modo di guardare l'Altro come «uno di noi» (diverso ma, almeno in qualcosa simile), o come una «natura estranea». Appartenente a un altro «regno»: «animale», «vegetale», «minerale». O semplicemente al Nulla. Le «retoriche del disumano» lavorano su quella linea di confine. La spostano «in qua», riducendo l'area degli inclusi nella dimensione di «uomini» e allargando l'esercito dei «non-uomini». Dei non-riconosciuti. Non degli «invisibili», si badi. Bensì di coloro che si vedono ma non hanno importanza. Possono essere indifferentemente usati o abbandonati a se stessi. Accolti (se, e fin quando, servono) o respinti (come cose inutili o dannose). «Salvati» o «sommersi», a seconda dell'interesse del momento.
Questo sta facendo il ministro dell'interno Maroni. Con la rozzezza che lo distingue. Ma anche con assoluta spregiudicatezza - anche mettendo in conto la condanna dell'Onu - spostando i confini della politica oltre un limite mai varcato finora, per lo meno nell'Italia repubblicana, da nessuna forza di governo: fin dentro al delicato intreccio che lega la dimensione del biologico a quella del senso morale. La natura dei rapporti «genericamente umani» e l'esercizio del potere pubblico. Si può ben comprendere quanta terribile efficacia possa avere, in una società che si va impoverendo rapidamente, e in cui strati sempre più ampi di popolazione avvertono il rischio imminente del proprio declassamento e della perdita di posizioni faticosamente conquistate, una retorica di questo tipo: quale devastante potenziale di mobilitazione negativa abbia un meccanismo fondato sulla creazione di una porzione, limitata, di umanità esplicitamente privata per via statuale, attraverso lo strumento universale della Legge, dello status di uomini.
Esso permette un apparente, ma psicologicamente efficace, «risarcimento» dei «penultimi» - di coloro che hanno perduto buona parte dei propri diritti sociali -, attraverso l'esibizione della deprivazione più radicale degli «ultimi», di coloro che sono del tutto senza diritti. Gratifica chi ha perduto (quasi) tutto, o teme di perderlo - lavoro, casa, reddito, salute... - ma ha mantenuto lo status di «uomo» grazie alla sua appartenenza territoriale, mostrandogli in chiave pubblicitaria lo spettacolo di chi di quella prerogativa è stato destituito. E può essere pubblicamente dichiarato «fuori». Dunque «sotto».
E', non possiamo nascondercelo, un meccanismo politicamente «irresistibile». Mettendo al lavoro un sentimento ambiguo, ma incendiario, come «l'invidia sociale», nell'epoca della conclamata impossibilità di realizzare efficaci politiche redistributrici e di sfidare in modo credibile chi «sta in alto», esso si rivela capace di «sfondare» in aree sociali estese, e potenzialmente immense. Spesso negli insediamenti tradizionali della vecchia sinistra. Diventa, una volta accettato di varcare quel confine morale da parte di imprenditori politici spregiudicati, per usare un eufemismo, una risorsa decisiva. Infatti Berlusconi e i suoi ci si sono buttati a pesce, nel momento in cui la priorità sembra quella di vincere la «guerra psicologica» della crisi (e, cosa non secondaria, di «dimenticare Veronica»...). E bene ha fatto Franceschini a denunciare, con forza, l'uso propagandistico della nuda vita offesa, ma già l'immediata, e davvero improvvida, contromossa di Fassino ci dice quanto fascino, o imbarazzo, esercita, su tutti i fronti politici, l'entrata in gioco di quella nuova perversa risorsa. E quanta difficoltà ci sia a contrastare, se ci si attiene al piano strettamente politico, dei nudi rapporti di forza, il processo di pietrificazione delle coscienze che esso comporta.
Se una resistenza può nascere oggi, credo che non possa che costituirsi su un fronte per così dire «impolitico». Tale da operare sui registri trasversali della morale, della memoria, del senso di dignità e su residui di cultura, che non si misurano sui rapporti di forza, sulle regole della ragion di stato o di partito, sui machiavellismi dell'azione utile e di quella efficace.
L'effetto principale delle «retoriche del disumano» è quello di disumanizzare per primi coloro che le condividono. Occorre mettere insieme chi continua a non voler rinunciare alla propria residua umanità. E intende difendere quel brandello di condivisione del proprio stato di uomini con tutto il resto del genere umano.

giovedì 14 maggio 2009


Eccoci qua!
Progetto Intercultura / Diritti umani
CORSO DI AGGIORNAMENTO SULLE CULTURE ROM-SINTI

Vi ricordo l'ultimo incontro del corso, con la partecipazione di Lucilla Galeazzi, la più bella voce del canto popolare in Italia, e di un musicista Rom.

IV giornata: cultura e arte. Pomeriggio aperto al territorio
Venerdì 15 maggio

  1. Comunicazione sociale e partecipazione: Rocco Luigi Mangiavillano (operatore sociale, fotografo documentarista, Comunità di Capodarco)
  2. Noi e loro: la cultura tra Rom e Gagé: Cristina Formica, operatrice sociale, redattrice di Carta
  3. Musica dal vivo: un musicista Rom; Lucilla Galeazzi (cantante di fama internazionale nel campo della musica popolare )
  4. Verranno proposti assaggi di cucina Rom.
ROMA XVI CON L’AFRICA

"Dal debito all’immigrazione"

Uno spettacolo teatrale e una tavola rotonda per capire, conoscere e condividere

Carrozze o vagoni riservati ai milanesi con esclusione di altri, rimpatrio forzato dei clandestini in
Libia, Italia non multietnica, denuncia obbligatoria dei medici, criminalizzazione degli immigranti irregolari, negazione dell’educazione ai figli degli immigrati, reato di clandestinità, ecc sono motivi più che sufficienti per partecipare alla tavola rotonda sull’immigrazione, programmata da molto tempo, ma che diventa di grande attualità e significato in questo momento.
La tavola rotonda “ dal debito all’immigrazione “, organizzata da “Roma XVI con l’Africa” si terrà il 15 maggio al liceo Morgagni ( Via Fonteiana 125) con inizio alle ore 17.30.
Interverranno l’on Marcella Lucidi, ex sottosegretario al ministero degli interni, Claudio Cecchini, assessore alle politiche sociale della provincia di Roma, Alberto Colaiacomo, del dossier immigrazione, Massimo Pallottino del comitato giustizia e solidarietà caritas, Osumane Ndiaje, presidente della consulta Migranti del Municipio XVI, Cire Gaye, volontario di RomaXVI con l’Africa.
I dati demografici dimostrano che l’immigrazione in Italia, come in Europa, è un fenomeno strutturale inarrestabile. E’ tempo che si cominci a parlare del “ pacchetto integrazione” Lo
chiedono gli immigrati - e non solo – che vivono e lavorano onestamente nella legalità a beneficio del paese e si sentono ignorati o sfruttati. I cittadini non comunitari presenti sul territorio dell’Unione sono più di 40 milioni. Considerati a parte, come accade per quanto riguarda il loro accesso ai diritti sociali, civili e politici, rappresentano una sorta di “Ultimo Stato”, trasversale a tutta la Comunità europea. Il numero delle persone presenti irregolarmente sul territorio dell’Unione provenienti da paesi terzi è stimato tra i 6 e gli 8 milioni. E’ il risultato catastrofico della concertazione comunitaria sulle politiche di immigrazione e asilo. Non è la sicurezza, ma le politiche di integrazione il vero banco di prova degli interventi governativi in questo settore.
La tavola rotonda sarà introdotta da una eccellente proiezione sull’ex Residence di Via Bravetta,
opera di Roberto Cavallini e terminerà con una esecuzione del “coro l’Albero del canto”, diretto da Lucilla Galeazzi, vincitrice l’anno scorso del Premio Luigi Tenco”. Nota interessante: il coro, che ora frequenta regolarmente i palcoscenici d’ Italia, è nato dal corso di canto popolare del Liceo Morgagni, che ci ospita, promosso dalla indimenticabile Marina Thiery.

Domenica 17 si realizzerà la sesta edizione di “ In festa con l’Africa”. Una giornata di solidarietà internazionale con giochi, spettacoli, danze e canti africani. Come al solito l’organizza
l’associazione Roma xvi con l’Africa. Quest’anno il ritrovo è a Villa Pamphili Bel Respiro con ingresso da Via Vitellia 102, angolo via Olimpica e non come gli altri anni a Villa Pamphili Porta
S.Pancrazio.

Una iniziativa che sarà una strabiliante sorpresa è il laboratorio sul riciclo e riuso condotto dalla
Coop. Sociale Z 59 e dalla coop. Occhio del riciclone. Possono partecipare dalle 10 alle 12.00 50
bambini dai 6 ai 12 anni. ( prenotazioni presso: menichelli. anto@ libero.it o roma16conlafrica@yahoo.

Lo spettacolo musicale e non solo, dalle ore 16 alle 19.00 presenterà ritmi, percussioni, danze
africane ecc. con partecipazione di gruppi di artisti e singoli quali: Akuna Matata, Wamama, Nour Eddine, Nura - Fabiana Magrelli, Gruppo percussioni Liceo Morgagni, Dà Wei, Gladiator
entertainment, Afro Tune, Saint P – Leone fall.

Le associazioni che costituiscono Roma XVI con l’Africa cureranno diverse esposizioni di
artigianato africano e presenteranno i loro progetti e le loro attività a favore dell’ Africa.
L’ingresso è libero. Per ulteriori informazioni: roma16 conlafrica@yahoo.it
Il coraggio dimenticato
di ROBERTO SAVIANO


Pubblichiamo la versione integrale dell'articolo di Roberto Saviano uscito oggi da Repubblica.

Chi racconta che l'arrivo dei migranti sui barconi porta valanghe di criminali, chi racconta che incrementa violenza e degrado, sta dimenticando forse due episodi recentissimi ed estremamente significativi, che sono entrati nella storia della nostra Repubblica. Le due più importanti rivolte spontanee contro le mafie, in Italia, non sono partite da italiani ma da africani. In dieci anni è successo soltanto due volte che vi fossero, sull'onda dello sdegno e della fine della sopportazione, manifestazioni di piazza non organizzate da associazioni, sindacati, senza pullman e partiti.

Manifestazioni spontanee. E sono stati africani a farle. Chi ha urlato: "Ora basta" ai capizona, ai clan, alle famiglie sono stati africani. A Castelvolturno, il 19 settembre 2008, dopo la strage a opera della camorra in cui vengono uccisi sei immigrati africani: Kwame Yulius Francis, Samuel Kwaku e Alaj Ababa, del Togo, Cristopher Adams e Alex Geemes della Liberia e Eric Yeboah del Ghana. Joseph Ayimbora, ghanese, viene ricoverato in condizioni gravi. Le vittime sono tutte giovanissime, il più anziano tra loro ha poco più di trent'anni, sale la rabbia e scoppia una rivolta davanti al luogo del massacro. La rivolta fa arrivare telecamere da ogni parte del mondo e le immagini che vengono trasmesse sono quelle di un intero popolo che ferma tutto per chiedere attenzione e giustizia. Nei sei mesi precedenti, la camorra aveva ucciso un numero impressionante di innocenti italiani. Il 16 maggio Domenico Noviello, un uomo che dieci anni fa aveva denunciato un'estorsione ma appena persa la scorta l'hanno massacrato. Ma nulla. Nessuna protesta. Nessuna rimostranza. Nessun italiano scende in strada. I pochi indignati, e tutti confinati sul piano locale, si sentono sempre più soli e senza forze.

Ma questa solitudine finalmente si rompe quando, la mattina del 19, centinaia e centinaia di donne e uomini africani occupano le strade e gridano in faccia agli italiani la loro indignazione. Succedono incidenti. Ma la cosa straordinaria è che il giorno dopo, gli africani, si faranno carico loro stessi di riparare ai danni provocati. L'obiettivo era attirare attenzione e dire: "Non osate mai più". Contro poche persone si può ogni tipo di violenza, ma contro un intera popolazione schierata, no. E poi a Rosarno. In provincia di Reggio Calabria, uno dei tanti paesini del sud Italia a economia prevalentemente agricola che sembrano marchiati da un sottosviluppo cronico e le cui cosche, in questo caso le 'ndrine, fatturano cifre paragonabili al PIL del paese.

La cosca Pesce-Bellocco di Rosarno, come dimostra l'inchiesta del GOA della Guardia di Finanza del marzo 2004, aveva deciso di riciclare il danaro della coca nell'edilizia in Belgio, a Bruxelles, dove per la presenza delle attività del Parlamento Europeo le case stavano vertiginosamente aumentando di prezzo. La cosca riusciva a immettere circa trenta milioni di euro a settimana in acquisto di abitazioni in Belgio.

L'egemonia sul territorio è totale, ma il 12 dicembre 2008, due lavoratori ivoriani vengono feriti, uno dei due in gravissime condizioni. La sera stessa, centinaia di stranieri - anche loro, come i ragazzi feriti, impiegati e sfruttati nei campi - si radunano per protestare. I politici intervengono, fanno promesse, ma da allora poco è cambiato. Inaspettatamente, però, il 14 di dicembre, ovvero a due soli giorni dall'aggressione, il colpevole viene arrestato e il movente risulta essere violenza a scopo estorsivo nei riguardi della comunità degli africani. La popolazione in piazza a Rosarno, contro la presenza della 'ndrangheta che domina come per diritto naturale, non era mai accaduto negli anni precedenti.

Eppure, proprio in quel paese, una parte della società, storicamente, aveva sempre avuto il coraggio di resistere. Ne fu esempio Peppe Valarioti, che in piazza disse: "Non ci piegheremo", riferendosi al caso in cui avesse vinto le elezioni comunali. E quando accadde fu ucciso. Dopo di allora il silenzio è calato nelle strade calabresi. Nessuno si ribella. Solo gli africani lo fanno.

E facendolo difendono la cittadinanza per tutti i calabresi, per tutti gli italiani. Difendono il diritto di lavorare e di vivere dignitosamente e difendono il diritto della terra. L'agricoltura era una risorsa fondamentale che i meccanismi mafiosi hanno lentamente disgregato facendola diventare ambito di speculazioni criminali. Gli africani che si sono rivoltati erano tutti venuti in Italia su barconi. E si sono ribellati tutti, clandestini e regolari. Perche da tutti le organizzazioni succhiano risorse, sangue, danaro.

Sulla rivolta di Rosarno, in questi giorni, è uscito un libretto assai necessario da leggere con un titolo in cui credo molto. "Gli africani salveranno Rosarno. E, probabilmente, anche l'Italia" di Antonello Mangano, edito da Terrelibere. La popolazione africana ha immesso nel tessuto quotidiano del sud Italia degli anticorpi fondamentali per fronteggiare la mafia, anticorpi che agli italiani sembrano mancare. Anticorpi che nascono dall'elementare desiderio di vivere.

L'omertà non gli appartiene e neanche la percezione che tutto è sempre stato così e sempre lo sarà. La necessità di aprirsi nuovi spazi di vita non li costringe solo alla sopravvivenza ma anche alla difesa del diritto. E questo è l'inizio per ogni vera battaglia contro le cosche. Per il pubblico internazionale risulta davvero difficile spiegarsi questo generale senso di criminalizzazione verso i migranti. Fatto poi da un paese, l'Italia, che ha esportato mafia in ogni angolo della terra, le cui organizzazioni criminali hanno insegnato al mondo come strutturare organizzazioni militari e politiche mafiose. Che hanno fatto sviluppare il commercio della coca in Sudamerica con i loro investimenti, che hanno messo a punto, con le cinque famiglie mafiose italiane newyorkesi, una sorta di educazione mafiosa all'estero.

Oggi, come le indagini dell'FBI e della DEA dimostrano, chiunque voglia fare attività economico-criminali a New York che siano kosovari o giamaicani, georgiani o indiani devono necessariamente mediare con le famiglie italiane, che hanno perso prestigio ma non rispetto. Altro esempio eclatante è Vito Roberto Palazzolo che ha colonizzato persino il Sudafrica rendendolo per anni un posto sicuro per latitanti, come le famiglie italiane sono riuscite a trasformare paesi dell'est in loro colonie d'investimento e come dimostra l'ultimo dossier di Legambiente le mafie italiane usano le sponde africane per intombare rifiuti tossici (in una sola operazione in Costa D'Avorio, dall'Europa, furono scaricati 851 tonnellate di rifiuti tossici).

E questo paese dice che gli immigrati portano criminalità? Le mafie straniere in Italia ci sono e sono fortissime ma sono alleate di quelle italiane. Non esiste loro potere senza il consenso e la speculazione dei gruppi italiani. Basta leggere le inchieste per capire come arrivano i boss stranieri in Italia. Arrivano in aereo da Lagos o da Leopoli. Dalla Nigeria, dall'Ucraina dalla Bielorussia. Gestiscono flussi di danaro che spesso reinvestono negli sportelli Money Transfer. Le inchieste più importanti come quella denominata Linus e fatta dai pm Giovanni Conzo e Paolo Itri della Procura di Napoli sulla mafia nigeriana dimostrano che i narcos nigeriani non arrivano sui barconi ma per aereo. Persino i disperati che per pagarsi un viaggio e avere liquidità appena atterrano trasportano in pancia ovuli di coca. Anche loro non arrivano sui barconi. Mai.

Quando si generalizza, si fa il favore delle mafie. Loro vivono di questa generalizzazione. Vogliono essere gli unici partner. Se tutti gli immigrati diventano criminali, le bande criminali riusciranno a sentirsi come i loro rappresentanti e non ci sarà documento o arrivo che non sia gestito da loro. La mafia ucraina monopolizza il mercato delle badanti e degli operai edili, i nigeriani della prostituzione e della distribuzione della coca, i bulgari dell'eroina, i furti di auto di romeni e moldavi. Ma questi sono una parte minuscola delle loro comunità e sono allevate dalla criminalità italiana. Nessuna di queste organizzazioni vive senza il consenso e l'alleanza delle mafie italiane.

Nessuna di queste organizzazioni vivrebbe una sola ora senza l'alleanza con i gruppi italiani. Avere un atteggiamento di chiusura e criminalizzazione aiuta le organizzazioni mafiose perché si costringe ogni migrante a relazionarsi alle mafie se da loro soltanto dipendono i documenti, le abitazioni, persino gli annunci sui giornali e l'assistenza legale. E non si tratta di interpretare il ruolo delle "anime belle", come direbbe qualcuno, ma di analizzare come le mafie italiane sfruttino ogni debolezza delle comunità migranti. Meno queste vengono protette dallo Stato, più divengono a loro disposizione. Il paese in cui è bello riconoscersi - insegna Altiero Spinelli padre del pensiero europeo - è quello fatto di comportamenti non di monumenti. Io so che quella parte d'Italia che si è in questi anni comportata capendo e accogliendo, è quella parte che vede nei migranti nuove speranze e nuove forze per cambiare ciò che qui non siamo riusciti a mutare. L'Italia in cui è bello riconoscersi e che porta in se la memoria delle persecuzioni dei propri migranti e non permetterà che questo riaccada sulla propria terra.

Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency

venerdì 8 maggio 2009

In questo giorno davvero speciale per il nostro paese - 220 persone respinte contro la Convenzione di Ginevra e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo, una donna tunisina che si suicida a Ponte Galeria (in Italia da 20 anni, si era auto denunciata per richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno, sarebbe stata rimpatriata domani), il pacchetto sicurezza blindato e pronto per l'approvazione, la proposta di posti riservati ai milanesi sui tram di Milano, ... penso ci faccia bene leggere quello che Erri De Luca diceva già anni fa:

"... contro l'umanità del mondo che si sposta a milioni risalendo i paralleli, riversandosi da oriente, volete mettere alla sagoma Italia un preservativo di sbarre e fili spinati. Volete mettere un cancello alla storia e alla geografia. Se guardate un poco oltre il vostro delirio di contenimento, vedrete che nel giro di un paio di generazioni saremo meticci. State fermando l'acqua con i cesti. Anche se dividerete la popolazione in detenuti e secondini, e questo sarà il nuovo milioni di posti di lavoro, passeranno lo stesso. Passerà su di noi e sulle nostre meschine barriere l'onda di piena del nuovo mondo e ci rigirerà come un cucchiaio. Il nostro bianco leggero come la meringa sbiadirà e finirà nell'archivio della specie. Saremo globali nel modo migliore, per incroci e innesti. E il risultato del vostro affannare intorno a serrature e catenacci sarà che tutti noi faremo schifo agli occhi e alla memoria dei nipotini posteri, colorati come l'arcobaleno. "

ErriDeLuca, 2002