lunedì 29 novembre 2010

Venerdì 3 dicembre h. 17 C.A.R.A. Italia


"CONTROCAMPI Altri sguardi sull'Italia presente" rassegna di film sull'immigrazione presso la Biblioteca Guglielmo Marconi - Via Gerolamo Cardano 135 Roma
Presenta il film Vincenzo Valentino, curatore della rassegna.
Venerdì 3 dicembre, h. 17, C.A.R.A. Italia (2010) di Dagmawi Yimer.
Il documentario (50 min) raccoglie le testimonianze di alcuni migranti “ospiti” nel Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto.

Dagmawi non è nuovo a questi progetti. Etiope, da pochi anni in Italia, conosce il calvario che i richiedenti asilo vivono. Il viaggio pieno di incognite - che ha fatto dall’Etiopia all’Italia via Sahara - lo ha portato a subire o vedere violenze inenarrabili. A constatare sulla propria pelle le violazioni dei diritti umani che la Libia commette con il consenso della comunità internazionale (soprattutto dell’Italia).
Ora Dagmawi va più a fondo. Si è reso conto (sempre sulla propria pelle) che un richiedente asilo vive un analogo calvario anche quando approda in Italia. Nei centri di accoglienza i giovani richiedenti asilo vivono sospesi in un non-luogo dove si possono espletare solo le funzioni primarie. Nei centri non c’è niente, nemmeno un corso di italiano che per questi ragazzi sarebbe fondamentale.

sabato 27 novembre 2010

Comincia la campagna elettorale


Il ministro Tremonti per sostenere il governo Berlusconi- Lega punta sulla xenofobia e l'omofobia, non affronta neanche temi politici ed economici. Dio, patria e famiglia sono i suoi riferimenti culturali; l’immigrazione sarebbe il principale tema identitario dei due schieramenti, lo spartiacque tra il bene e il male.

“Loro vogliono più immigrazione, noi più ordine, loro vogliono dare il voto agli immigrati e noi no – ha spiegato il ministro tra molti applausi-. Loro vogliono dare le case popolari e il diritto agli asili agli immigrati, noi preferiamo i nostri giovani e i nostri anziani – ha continuato-, loro amano i centri sociali noi preferiamo le parrocchie, loro vogliono la famiglia orizzontale noi quella normale, loro la simboleggiano con l’anello ma qualcuno lo usa come orecchino, noi preferiamo l’anello al dito, a loro piacciono kebab e cous cous, a noi la trippa e le crescentine”.

mercoledì 24 novembre 2010

Rassegna di film sull'immigrazione


Nell’ambito delle manifestazioni interculturali la biblioteca Guglielmo Marconi di Via Gerolamo Cardano 134, presenta una rassegna di tre film dal titolo “CONTROCAMPI – altri sguardi sull’Italia presente”.
Venerdì 26 novembre h. 17
Come un uomo sulla terra (2008); durata 60' di Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene.

Primo film di una sorta di trilogia della migrazione. Documentario incentrato sulle testimonianze dell'odissea di alcuni migranti sbarcati a Lampedusa nell'estate del 2008 e, in particolare sulle violenze da loro subite nelle carceri libiche in conseguenza degli accordi tra Italia e Libia sul contrasto all'immigrazione.

lunedì 22 novembre 2010

Piano Nomadi di Roma: Alemanno chiede nuovi fondi

Il sindaco Alemanno oggi ha fatto appello al Ministro dell’Interno per lo stanziamento di nuove risorse per portare a compimento il Piano Nomadi. Questa richiesta di nuovi fondi è di fatto una dichiarazione di fallimento, in quanto con i fondi precedentemente investiti non è stato realizzato nulla di significativo. Vorrei ricordare che nel presentare il Piano Nomadi, il 30 luglio del 2009, Alemanno dichiarava che a Roma esistevano 100 campi e prevedeva la riduzione a 13 villaggi attrezzati con la sistemazione di quelli già esistenti e la costruzione di nuovi. Dopo più di un anno la situazione è che i campi abusivi sono oltre 200, gli autorizzati 21, non sono stati realizzati nuovi campi attrezzati e la chiusura di Casilino 900 è avvenuta semplicemente trasferendo le famiglie nei quattro villaggi di Camping River, Salone, Candoni e Gordiani, attualmente al collasso. Ci chiediamo, quindi, che fine abbiano fatto i milioni di euro stanziati con il Patto per Roma Sicura. Al momento, poi, non risulta nessun investimento sul piano delle politiche di integrazione dei rom. La Giunta Alemanno sta perseguendo il fine di una sicurezza solo di facciata, ma la realtà è che in questi due anni e mezzo c’è stato un aumento esponenziale dei campi abusivi e un crollo della qualità di vita all’interno dei villaggi attrezzati. (comunicato di Gianluca Peciola)

Mlano: continua la barbarie contro i rom .

La mattina del 18 novembre, sotto una pioggia battente e implacabile, polizia e carabinieri hanno sgomberato gli 80 rom rumeni che abitavano in via Fermi, a Segrate, ricco comune alla periferia est di Milano. Qui, seguiti dalla Comunità di Sant’Egidio, 14 bambini andavano regolarmente a scuola, 15 uomini lavoravano con contratto regolare nell’edilizia e 4 adolescenti, dopo anni di dispersione scolastica, avevano intrapreso un percorso di avviamento professionale. Marius, a 17 anni, è passato dall’elemosina a un corso di idraulica e a un tirocinio per riparare le tubature di molte case milanesi. Ora l’ennesimo sgombero mette a rischio questi passi concreti verso l’integrazione.

Il 18 novembre non è solo la data dello sgombero di via Fermi: è anche il diciassettesimo sgombero subito da Cristina, 10 anni, in un solo anno. Quando nel settembre 2008 abitava al campo di via Rubattino, Cristina ha iniziato a frequentare la quarta elementare. Nell’ultimo anno, a causa degli sgomberi, ha perso molti giorni dell’anno scolastico e ha dovuto cambiare tre scuole. La sua famiglia è molto povera; per questo, e non certo per scelta, ha una baracchina al posto della casa. Quando uno sgombero rade al suolo anche quella, rimangono i cavalcavia o un telo di plastica fissato su dei legni. Ha provato a vivere anche sottoterra, sgomberata anche da lì. Cosa perde Cristina ad ogni sgombero? Giocattoli? No, non ne possiede. Vestiti? Ben pochi. Perde invece un riparo dal freddo e dalla pioggia, la bombola e il fornello che le consentono di mangiare qualcosa di caldo.

sabato 13 novembre 2010

Hai mai provato a pensare
che cosa è veramente lo sgombero di un campo rom?


Famiglie (persone concrete, anche anziani e bambini, anche malati) che vivono in baracche costruite con le loro mani con dentro tutto quello che hanno (oggetti concreti: vestiti e coperte per coprirsi, pentole per mangiare, forse qualche giocattolo per i bambini), che IMPROVVISAMENTE si vedono distruggere TUTTO dalle ruspe. E restano per strada, senza un posto dove andare, senza NIENTE per coprirsi: gli sgomberi avvengono anche di notte, anche d’inverno, anche sotto la pioggia. Ci sono stati a Roma bambini rom che, tornati da scuola, non hanno trovato più niente: né la loro “casa”, né i loro genitori.

Da dove viene tutto questo odio? Perche continuano a dirci che la deportazione di un intero popolo serve alla nostra sicurezza? Certo i politici, corrotti e screditati, hanno un interesse diretto a diffondere queste menzogne, per distrarci, dividerci e rimanere attaccati alle loro poltrone. Ma noi abbiamo veramente interesse a crederci?

RAGIONIAMO CON LA NOSTRA TESTA!
NON LASCIAMOCI DIVIDERE!
OPPONIAMOCI ALLA DEPORTAZIONE DEL POPOLO ROM!

Garantire ai Rom e ai Sinti condizioni di vita dignitose e i diritti fondamentali di movimento, di accesso all’istruzione e ai servizi sociali, è il primo passo per costruire, tutti insieme, una società più giusta e pacifica, nella quale starai meglio anche tu!

venerdì 12 novembre 2010

Sui rom il rigore Alemanno non porta a nulla


Il sindaco nel campo momadi di via di Salone
Giovedì 11 novembre i comitati di Pisana-Ponte Galeria e Massimina hanno promosso un'iniziativa in Piazza del Campidoglio come dicono sul loro volantino "per avere certezze che non venga insediato un campo nomadi nel territorio dei Municipi XV e XVI".
La manifestazione segue di alcuni giorni quella già organizzata a Massimina ed i promotori sembrano avere larghezza di mezzi, visto che hanno offerto 5 pullman con partenza da Massimina, Casal Lumbroso e Ponte Galeria. Dispiace il sostegno che Gianni Paris, presidente del Municipio 15, sembra aver dato all'iniziativa: è necessario al più presto aprire un largo confronto nei Municipi 15 e 16.
Ha dichiarato Gianluca Peciola, consigliere della provincia di Roma: " Il sindaco Alemanno aveva detto che entro luglio 2010 ci sarebbero stati 13 campi rom attrezzati, ma è ancora tutto in alto mare. Con i comitati cittadini che protestano preventivamente, senza che nemmeno si sappia dove saranno questi campi.
Sono stati chiusi due servizi importanti, come lo sportello rom dell’Arci e il servizio di contrasto alla mendicità di Boccea, senza offrire alternative."

martedì 9 novembre 2010

Migranti: situazione drammatica, serve confronto nazionale

di Gianni Rinaldini, Coordinatore nazionale Area programmatica "la Cgil che vogliamo"
Non è con azioni di forza che si risolvono i problemi che i lavoratori migranti a Brescia e in altre città hanno posto all’attenzione della pubblica opinione. La nostra solidarietà al dramma dei lavoratori migranti e alle iniziative di lotta in corso si accompagna alla richiesta di un tavolo di confronto col Governo per affermare diritti e tutele.
E’ insopportabile che in diverse realtà i lavoratori e le lavoratrici migranti siano oggetto di una duplice truffa: il pagamento di una tangente a evanescenti imprenditori italiani per essere successivamente relegati alla condizione di clandestinità.
E’ così che si produce un clima di esasperazione e disperazione che rende urgente l’apertura di un confronto a livello nazionale.

sabato 6 novembre 2010

Nuovo pacchetto sull’ordine pubblico

Il secondo pacchetto dell’era Berlusconi. A farne le spese, prostitute e stranieri. Per Maroni, i nuovi limiti alla circolazione sono «in leale collaborazione con l’Ue».
Un decreto legge per le misure urgenti e un disegno legislativo per ciò che richiede il coinvolgimento attivo del Parlamento. Entrambe le strade porteranno alla definizione del secondo pacchetto sicurezza del governo Berlusconi, uno dei cinque capisaldi del programma in cinque punti che ieri è stato approvato dal Consiglio dei ministri. In un colpo solo nasce l’Agenzia per il nucleare, vengono liberalizzati i collegamenti wi-fi, aumentata la stretta sull’ordine negli stadi, conferiti ulteriori poteri ai sindaci e resa obbligatoria alla nascita la carta d’identità elettronica con tanto di registrazione delle impronte digitali. Ma non solo. Oltre alle regole per la razionalizzazione della sicurezza pubblica, infatti, nel pacchetto finiscono le inquietudini della maggioranza tipizzate e naturalizzate nelle figure della prostituta di strada e del comunitario dell’Est europeo. I due, in misura diversa ugualmente pericolosi, avranno da temere nuove sanzioni. La prima, per il mero fatto, si macchierà di un reato punito con l’arresto fino a quindici giorni.

martedì 2 novembre 2010

Gli immigrati rubano il lavoro agli italiani?

Neanche per sogno.
Anzi, basta guardare il loro curriculum vitae per accorgersi che, in certi casi, proprio gli immigrati fanno lavori inferiori al proprio titolo di studio. Insomma, l’assenza di mobilità lavorativa che caratterizza il lavoro in Italia, sembra colpire in modo più incisivo i cittadini immigrati, penalizzati dalla loro appartenenza etnica. Eppure, meglio degli italiani, sanno adattarsi alla flessibilità. Sono queste alcune conclusioni contenute in un interessante lavoro di Massimiliano Bagaglini, esperto di politiche locali e sviluppo locale, autore del volume “Tra integrazione e subalternità: la mobilità lavorativa degli immigrati”, in uscita in questi giorni per la casa editrice Ediesse (www.ediesseonline.it).

Prendiamo ad esempio la storia di Antonio, che viene dall’Eritrea, laureato in scienze naturali e insegnante di materie scientifiche in un liceo del suo Paese, che in Italia ha fatto l’assistente domiciliare, il giardiniere saltuario, l’assistente domiciliare e, infine, l’addetto a un call center etnico; o quella di Miroslav, ucraino, laureato in giurisprudenza con più di dieci anni di esperienza nel settore della sicurezza nel suo Paese, che in Italia ha svolto i lavori di domestico e baby sitter, badante, addetto al montaggio mobili; o ancora Virgina, romena, che ha una laurea in ingegneria meccanica con specializzazione in tecnologia della costruzione di macchine e che, in Italia dal 2002, ha lavorato come badante e collaboratrice domestica.