sabato 29 gennaio 2011

Reato di clandestinità: la solita ottusa pratica Le Procure intervengono

di Italia Razzismo
La direttiva europea 115/2008, che doveva essere recepita dal nostro paese entro il 24 dicembre 2010, disciplina le procedure di rimpatrio degli stranieri irregolarmente presenti sul territorio degli stati membri. Questa direttiva è in netto contrasto con la legge Bossi-Fini, soprattutto nella parte riguardante il “reato di clandestinità”, che obbliga le nostre forze di polizia ad arrestare coloro che, privi di un regolare permesso di soggiorno, non ottemperino all’ordine di espulsione.
L’Italia è stata inadempiente, non avendo apportato le necessarie modifiche al Testo Unico, ma la direttiva europea potrà essere fatta valere lo stesso davanti ai giudici italiani. Il problema però rimane, nonostante la circolare diramata dal capo della Polizia a questori e prefetti in cui si chiede l’applicazione dei punti fondamentali della direttiva europea. E così, a livello locale, c’è chi ha pensato di intervenire autonomamente. Il Procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi e il Procuratore capo di Genova, Vincenzo Scolastico, descrivono la procedura da seguire: niente più arresti indiscriminati di stranieri trovati senza titolo di soggiorno, bensì una semplice denuncia all’autorità giudiziaria, che avrà il compito di valutare, caso per caso, la necessità della misura detentiva.

mercoledì 26 gennaio 2011

Solo andata, al Nuovo Cinema Aquila


Al Nuovo Cinema Aquila - via L'Aquila 68, Roma (Pigneto)
Giovedì 3 Febbraio ore 20,30-22,30
SOLO ANDATA, il viaggio di un Tuareg
di Fabio Caramaschi
presentato dall'autore

Istat. Aumentano gli immigrati ma non i diritti


Aumentano gli stranieri residenti nel nostro Paese. Secondo l’Istat l’incremento corrisponde a un +7,5%, 328 mila unità in più solo nell’ultimo anno, per un totale di 4 milioni 563 mila di cittadini immigrati. La comunità straniera più rappresentata, con circa 1 milione di presenze, è quella romena, cui segue la comunità albanese (491 mila) e quella marocchina (457 mila).
Tra i Paesi asiatici la prima comunità è quella cinese, con 201 mila presenze. La prima comunità tra i Paesi sub-sahariani è quella senegalese, con 77 mila presenze. Tra i Paesi americani primeggia, invece, la comunità peruviana, con 95 mila residenti. La popolazione residente straniera costituisce dunque il 7,5% del totale (era il 7% a fine 2009). Livelli di incidenza superiori al 10% si riscontrano in Emilia-Romagna (11,3%), Umbria (11%), Lombardia (10,7%) e Veneto (10,2%). Il peso percentuale della popolazione straniera risulta relativamente più basso nel Mezzogiorno (2,9%), il minimo è in Sardegna (2,2%).
Un incremento di popolazione, quella composta da cittadini immigrati, cui non corrisponde un ampliamento dei diritti né un'adeguata riflessione sulla cittadinanza.

lunedì 24 gennaio 2011

L'Italia bocciata da Human Rights Watch


L'agenzia americana, nel capitolo dedicato all'Italia, denuncia "Xenofobia, discriminazioni, respingimenti".
Il lungo elenco parte dalla vicenda di Rosarno che, a gennaio 2010, ha determinato il ferimento grave di 11 lavoratori migranti africani; il rapporto ricorda che "più di mille migranti hanno lasciato la città in seguito alle violenze".
E' ancora alto il livello di discriminazione patito da rom e sinti, che vivono in condizioni di povertà estrema, in condizioni di vita "deprecabili", all'interno di campi autorizzati e abusivi. A ottobre, il comitato europeo dei diritti sociali "ha condannato l'Italia per le discriminazioni nei confronti dei rom, a livello abitativo, ma anche per quanto riguarda l'accesso all'assistenza sociale, economica e legale".
I respingimenti.
L'Italia, inoltre, ha "violato il divieto di respingimento" quando ha intercettato imbarcazioni cariche di migranti, e le ha rispedite in Libia, "senza verificare se ci fossero persone bisognose di protezione internazionale" e senza dar loro la possibilità di chiedere asilo. Infine, viene menzionato il processo ai poliziotti responsabili delle violenze commesse nel corso del G8 di Genova: a fronte "della condanna di 25 agenti su 29", il ministero dell'Interno "ha comunicato di non volerli sospendere".

domenica 23 gennaio 2011

Decreto flussi da INsensoINverso

Riparte la lotteria del decreto flussi, tra problemi, inganni e ipocrisie. Ricomincia la speculazione sulla pelle dei e delle migranti da parte dei lucratori.
Ma come funziona il decreto flussi? A chi è rivolto? Come si può uscire dal ricatto e dalla truffa?
Diamo informazioni concrete e consigli pratici a coloro (lavoratori, lavoratrici, datori di lavoro) che intendono partecipare al decreto flussi di fine mese.
Ne parleremo quindi con Antonello Ciervo, avvocato.
Vi aspettiamo lunedì 24 gennaio alle ore 18 e 30 alle Officine Culturali INsensINverso in via Vaiano 7 (Magliana)

venerdì 14 gennaio 2011

Rosarno un anno dopo, giovedì 20 gennaio- h.18- cinema Farnese


Gli africani nel 2011 in gran parte non sono tornati, si vedono in giro solo all’alba e in gruppi divisi per nazionalità: guineani, malesi, ghanesi, pochissimi nigeriani, molti burkinabé e ivoriani. Sono molto meno della metà dei 2500, presenti al momento della rivolta, quando la chiusura delle fabbriche del Nord li spinse verso i campi del Meridione.
«Abbiamo registrato 800 presenze di migranti», conta Peppe Pugliese dell’Osservatorio Migranti CalAfrica, mentre porta in giro un pastore della chiesa Evangelica, a distribuire coperte.
«Conviene raccogliere le clementine, i mandarini, almeno rendono 20 centesimi, qui si deve affrontare una universale crisi del lavoro nell’agroalimentare meridionale, delle condizioni di lavoro e dei flussi di manodopera: a questi prezzi non conviene assumere, forse nemmeno produrre», allarga le braccia Antonino Calogero della Cgil locale. Per i braccianti la paga continua ad essere da 20 o 25 euro a giornata. Si comincia alle 5 sulla statale poi alle 8, finita la contrattazione col padroncino che può lucrare sulla tua schiena 10 euro, ti ritrovi nel “giardino”. Alle 5 è buio, tutti a casa. Quale casa? Dormono in casolari di campagna. Hanno paura della caccia. «Da ottobre in bande girano per i casolari a controllare quanti siano gli africani», spiega sconsolato un parroco.

sabato 8 gennaio 2011

Manifestazione operatori sociali


Negli ultimi 15 anni all’interno dei campi rom centinaia di operatori hanno garantito i diritti di cittadinanza, l’accesso alla sanità pubblica, alla scuola e hanno orientato al lavoro i rom che nei campi vivono. Attraverso questo lavoro qualificato e professionale in questi anni gli operatori sociali hanno aumentato il benessere dei territori in cui insistono i campi, sostenuto i servizi sociali e le scuole, prevenuto conflitti e tensioni con i cittadini, realizzando passi importanti nel processo di integrazione.
Il Comune di Roma e la Croce Rossa Italiana hanno sottoscritto a metà Dicembre un protocollo con il quale alla CRI viene assegnata la responsabilità “di gestire i presidi socio-educativi e la scolarizzazione dei minori e adulti analfabeti”. Gli effetti immediati di questo accordo sono:
· l'elusione della legge che impone bandi pubblici per l’assegnazione di appalti;
· la diminuzione della qualità dell’intervento sociale poiché la CRI si dovrà improvvisare in compiti impropri;
· la cancellazione di 200 posti di lavoro per questi operatori.
E’ un dovere del Comune e della CRI garantire i diritti di cittadinanza ai rom e il lavoro a questi operatori poiché l’uno non può darsi senza l’altro.
Al Commissario Straordinario Rocca chiediamo l’immediata apertura di un tavolo negoziale per condividere le procedure attraverso cui mantenere attive le professionalità di questi lavoratori e, quindi, la continuità del loro lavoro.

Mercoledì 12 Gennaio ore 9.30 presidio sotto il
V dipartimento del Comune di Roma viale Manzoni n. 16